Log in

Faces: i mille volti del gusto brasiliano del vino

Pensati per unire le culture di tutte le nazioni. Sono i vini ufficiali dei Giochi Olimpici di Rio e sono “made in Brazil” con un cuore e un volto Italiano, quello dell’enologa Monica Rossetti.
 
La sua brava medaglia olimpica se l’è già conquistata perché lavorare senza sosta, di vendemmia in vendemmia, su e giù tra due continenti, non è roba da poco. Di certo non lo è per tutti. Se a farlo è poi una donna, allora quel vino ha sicuramente un valore aggiunto. Ma Monica Rossetti non è solo brava, è bella e simpatica. Ed è soprattutto dinamica: enologa in Italia, non appena è tempo torna nel suo Brasile, in quella meravigliosa terra di luce e di sorrisi sinceri, a seguire la produzione di una tra le più famose aziende vinicole, le Cantine Lidio Carraro.

In quel Brasile enologico di cui si sa poco o nulla, dal quale ti aspetti sole, mare e natura; per poi scoprire, invece, che il vino non solo lo producono ma è anche interessante, lo esportano e lo trasmettono con un calore e una gioia tutta colorata, proprio come il sole e il popolo di quelle terre. E ama anche le sfide, questa bravissima enologa italo brasiliana con dichiarate origini vicentine: dopo aver firmato la linea dei vini per i mondiali di calcio del 2014, è ora la responsabile del brindisi ufficiale dei prossimi giochi Olimpici e Paraolimpici che inizieranno tra pochi giorni a Rio de Janeiro.

Produce vino e lo racconta a tutto il mondo, come testimonial di un nuovo “gusto brasiliano”, giovane, che sa di sole e positività, di gioia di vivere e di spensieratezza e, naturalmente di sport. Una sana competizione quella di Faces, la collezione firmata da Monica Rossetti, per dimostrare al Vecchio Continente che il buon vino si produce anche qui; sei etichette selezionate dal Comitato Olimpico e presentate in anteprima mondiale in Italia, presso l’Ambasciata del Brasile, nell’incantevole cornice di Piazza Navona e alla presenza dell’Ambasciatore Ricardo Neiva Tavares. Tutto coordinato in collaborazione con l’Agenzia Brasiliana di Promozione delle Esportazioni e degli Investimenti (APEX), l’Istituto Brasiliano del Vino (IBRAVIN) e la Cantina Castrocielo, importatrice in Italia dei vini firmati Lidio Carraro.



Sei vini pensati per le Cantine Lidio Carraro, l’azienda boutique di cui Monica è enologa da tempo, nel Vale dos Vinhedos, non lontano da Argentina e Uruguay, nel Rio Grande do Sul. In quella Serra Gaucha che è la zona più espressiva della produzione di vino in tutto il Brasile, nata grazie ad una forte immigrazione, soprattutto italiana. Dal Veneto e dal Trentino piuttosto che dalla Lombardia, tanti gli italiani che, alla fine dell’Ottocento, arrivarono qui, tutti alla ricerca della “cucanha” e di una vita migliore. E visto che c’erano, perché non iniziare a produrre buon vino? Purtroppo, l’avvento della fillossera fece sì che l’utilizzo di uve americane fosse pratica che, in parte, rimane ancora oggi, e quel gusto che sapeva di tradizione e di antiche radici tornò nell’oblio, fino all’arrivo di multinazionali come Moet et Chandon piuttosto che Bacardi e Martini. Un nuovo impulso che spinse molti conferitori, negli anni ’90, a mettersi in proprio e a coltivare su nuove terre, allargandosi addirittura fino ai tropici, dove si registra una produzione particolare al mondo, ben due vendemmie all’anno.

Monica Rossetti e Lidio Carraro sono una felicissima conseguenza di tutte queste storie. Nata con soli 7 ettari come azienda boutique, la Cantina di Lidio Carraro ne conta ora 50, segno di un successo travolgente che li porterà, nel futuro prossimo, a circa 200 ettari. Un’azienda giovane ma dal cuore antico, a conduzione tutta familiare, che ha avuto il merito di dare nuova linfa alla viticoltura locale e rivoluzionare il modo di bere dei brasiliani, per anni divisi tra l’importazione di vini costosissimi dal resto del mondo e la produzione interna di scarsa qualità. Una piccola Borgogna dalla filosofia ecologica e sostenibile, dove la terra è lavorata in piccoli lotti, seguendo di ognuno la propria naturale vocazione.

Vendemmie manuali su terreni basaltici e granitici. Il legno? Non sanno neanche cosa sia, al contrario dei vicini di casa cileni e argentini, solo vinificazione in acciaio e maturazione in bottiglia.  Non solo clima e suolo, quindi, ma minimo intervento per la massima espressione dei vini, un vero e proprio studio del terroir, con tecnologia e know how interamente italiani: una strizzata d’occhio alle radici italiane in un gusto che volge lo sguardo al moderno.
 


Sono 20 le etichette prodotte da Lidio Carraro con la consulenza di Monica Rossetti, in Italia si possono trovare un interessante Malbec come l’Agnus 2015 e uno straordinario Tannat 2014. La collezione delle sei bottiglie griffate dai cinque cerchi olimpici, invece, sono composte da tre spumanti metodo Martinotti (un moscato dolce, un brut e un rosato) e tre vini fermi (uno chardonnay, un rosato di pinot nero e un rosso a base merlot).

Un nome che la dice tutta sulla mission da compiere: Faces, come i mille volti di un Brasile dalle diverse etnie e culture che si incontrano mantenendo ognuna la propria identità.  I vini creati da Monica per le olimpiadi di Rio vogliono rappresentare in questo il concetto di fraternità tra i popoli, in modo diverso e sicuramente efficace. Città che cambiano a seconda dei distretti e della gente che li abita, mille volti dal cuore antico, pensati giovani e per le occasioni giuste.

A partire dallo Spumante Rosé a base di Pinot Nero, dal luminoso color ciliegia, chiaro, molto elegante che al naso sorprende per intensità di lieviti e piccoli frutti rossi. Nato su terreni granitici a oltre 400 metri di altezza, con inverni rigorosi e escursioni termiche, in bocca è vellutato e cremoso, con finale delicato di melograno. O gli avvolgenti sentori floreali, di mela e frutta tropicale dello Chardonnay, sapido e minerale, facile da abbinare, elegante ed equilibrato. Mentre le note dolci e floreali di gelsomino e rosa bianca del Moscatel si contrappongono allo stile internazionale, di marcata frutta a polpa rossa del Merlot e dei suoi tannini asciutti ed equilibrati, dal retrogusto lungo e fruttato. Sarà così che si brinderà alle Olimpiadi, con un gusto e un cuore nuovo ma che sa di antico.

Un gusto brasiliano dal volto tutto italiano. Con un pensiero alle tradizioni e alla pace dei popoli in nome dello sport, tra sole e spensieratezza. In attesa di nuove vendemmie, come un ponte tra l’antico e il moderno. Parola di Lidio Carraro e di Monica Rossetti.

Foto di Ana Paula Torres

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.