Log in

Pane & Frittata: quando lo street food diventa business

La ricetta per essere imprenditori di sé stessi nel mondo della gastronomia? Semplice e naturale. Come le cose buone di una volta.
Prendi ad esempio, il pane con la frittata, quello che preparava la nonna Pina o la zia Anita, con uova fresche e pane casereccio, impreziosito di ingredienti semplici ma cucinati a dovere. La più antica (e gustosa) delle merende e, diciamolo pure, il panino principe per eccellenza.

Quello che sa di buono e che sa di casa, che evoca le gite al mare da bambini e le scampagnate con gli amici. E se, come diceva una canzone del famoso movie on the road Basilicata Coast to Coast, “il pane e frittata di mia madre non si batte”, altrettanto prezioso sembra essere per 4 giovani ragazzi romani e un’idea nata per caso, durante un corso di pasticceria.

Tanto importante come le tradizioni di famiglia ma ugualmente innovativa, come lo street food, la tendenza gastronomica ultimamente tanto in voga. Insieme, tre donne ed un uomo, per cercare di puntare sul loro futuro, partendo da uova e pane, da frittate e tanta, tantissima voglia di fare.

Nasce così l’originale start up di Giampiero Scatigna, Alessia Ioli, Cinzia Catinella e Claudia Cassano, finalisti al contest Container, all’interno della manifestazione This is Food, svoltasi alle Officine Farneto il 28 maggio scorso. Un’idea modaiola? Neanche per sogno, tradizionale per quel tanto che basta, il resto è tutto lavoro e fantasia dei fantastici quattro del This is Food Village.

Ma partiamo dall’inizio: Container è un contest che nasce con l’obiettivo di coinvolgere nuovi e, si spera, futuri protagonisti della scena gastronomica, offrendo loro la possibilità di realizzare un pop up restaurant, ovvero una piccola versione del progetto ristorativo da mettere in pratica durante i due giorni della manifestazione, allo scopo di testarne l’efficacia dal punto di vista imprenditoriale. Ed è così, quasi per caso e quasi per gioco che il team capitanato da Giampiero Scatigna, con la passione comune per tutto ciò che ruota intorno al mondo della gastronomia, si è ritrovato a dover organizzare un vero e proprio “chiosco” in pochissimo tempo, in un container industriale, con un menu da presentare e un servizio da organizzare.



Un’idea che ha funzionato non solo sulla carta, considerando la fila di chi preferiva la ciabattina di Nonna Pina farcita di frittata alle patate e scamorza piuttosto che quella ai broccoli e salsiccia di zia Anita, per non parlare del panino vegetariano di zia Giannina farcito di frittata alle zucchine e pomodori.
Pane rigorosamente creato e sfornato dagli stessi ragazzi, ingredienti a Km 0 e un percorso che nasce dalle tradizioni di famiglia.

Un progetto tutto dedicato al cibo di strada, un’idea convincente, soprattutto se si pensa che a selezionarla sono stati giudici del calibro di Gino Sorbillo e Roy Caceres.

E ora non resta che aspettare possibili investitori, l’idea è giovane e rassicurante, e potrebbe far breccia nel cuore di chi ama le cose semplici, quelle che fanno impazzire dalla fame solo a pensarci. E allora scommettiamo sul futuro di questa start up. Perché, come dice Rocco Papaleo, “non bastano due fette di pane e frittata per fare il pane e frittata di mia madre”. Chiedetelo a Giampiero, Alessia, Claudia e Cinzia e sapranno come rispondervi!
Ultima modifica ilMercoledì, 01 Giugno 2016 13:13
Altro in questa categoria: « Cavoli! A Milano!

1 commento

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.