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Verticale di Pietrabianca: forza e struttura di un grande vino

A Miramonti Party, la Puglia si esprime con una grande verticale tra i bianchi, Pietrabianca dell’azienda Tormaresca.

Il tratto distintivo di questa serata è la pietra, con il suoi profili aguzzi, i colori chiari del territorio calcareo della Murgia, che rimanda ad uno dei più grandi vini bianchi di Puglia: il Pietrabianca.

Prodotto nell'azienda Tormaresca, proprietà del Marchese Antinori, questo vino nasce nella tenuta Bocca di Lupo nell'area Castel del Monte DOC, da uve che vengono gestite in regime di Agricoltura Biologica.



L'eleganza di questo chardonnay, arricchito  in alcune annate, da una piccola percentuale di fiano, si sposa brillantemente con la tradizione  delle produzioni pugliesi. Lo Chardonnay, vitigno internazionale, si è adattato appropriandosi delle caratteristiche del terroir della Tenuta Bocca di Lupo, che è diventata il luogo di elezione, per una produzione di uve in grado di garantire un prodotto sempre molto elegante, con una sua personalità che, nelle diverse annate, si identifica con profumi che vanno dal fruttato, sentori di pesca gialla, pompelmo e frutti esotici, alle note floreali di gelsomino e lavanda, a quelle più mature e speziate di vaniglia e mandorla tostata.

Il terreno povero e sassoso permette uno sviluppo delle radici in ampiezza, conferendo freschezza, acidità e sapidità di grande classe ed eleganza. La pressatura soffice delle uve, il passaggio in barriques nuove di rovere francese ed ungherese e l'affinamento sulle fecce fino a sei mesi circa, sono i necessari passaggi per un prodotto  dalla personalità  inconfondibile nel tempo.

Tenuta Miramonti a Noci, ha offerto una location che appare come celebrazione dei colori di questo vino. Il bianco prevale su ogni altra tonalità, permettendo al protagonista della serata di illuminare, con le sue diverse sfumature di giallo, i sette calici disposti sul tovagliato candido, per accogliere  le annate più importanti. I colori, i sentori, tracciano la storia di questo prezioso vino, capace di resistere al tempo e di impreziosirsi  di sfumature sempre molto eleganti.

Pietrabianca protagonista di grande prestigio dell'evento, sfoggia un bouquet  di profumi che si diffondono nella sala già dal suo primo apparire. Il momento della mescita, che si svolge quasi come un rituale sacro, permette di comprenderne la sua identità.

La degustazione in verticale delle annate 2002, 2004, 2007, 2009, 2010, 2012 e 2014 è stata introdotta dal moderatore Vincenzo Carrasso, Delegato AIS Murgia , e magistralmente guidata dal dott. Giuseppe Baldassarre, scrittore e responsabile della didattica. Una breve introduzione tecnica è stata presentata dalla dott. Laura Minnoia enologa della tenuta, con un curriculum di pregio ed esperienza. Il profilo dell'azienda è stato  presentato  dal dott. Vito Farella, responsabile del settore Marketing e Comunicazione, che ha  tracciato il percorso incominciato dalla famiglia Gancia e sviluppato in seguito dagli Antinori.



È stata data fiducia a persone del posto, affidando loro il difficile compito di sperimentare in Puglia un nuovo modo di intendere la viticoltura e la produzione di bianchi di grande struttura, e fraschezza allo stesso tempo. La logistica e la documentazione è  stata curata dall'enologo Mario Surico, responsabile di produzione ed imbottigliamento, che ha visto nascere le primissime annate di Pietrabianca, insieme al sorgere della Tenuta  Bocca  di Lupo.

L'analisi sensoriale ha mostrato la spettacolare tenuta di un vino, la cui data di nascita 2002, ci rivela che ha ben 14 anni. Una tenuta che parte già da una luminosità che sprizza energia da ogni dettaglio  nell'aspetto cromatico. Al naso risulta ancora molto giovane. Si susseguono l'agrume concentrato, il cedro candito in gelatina, potpourri di fiori gialli essiccati, tabacco, pepe bianco. La struttura è avvolgente ma integra. Acidità  perfetta, note di cinereo e vulcanico, che richiamano il vicino Monte  Vulture.

E ancora tra le annate più significative il 2007, che risulta ancora perfetto nella sua limpidezza accecante. Seducenti le note di affumicato, caffè tostato, etereo, agrume, erbe aromatiche, timo, alloro e lentisco, e ancora pepe bianco, tabacco, vaniglia. La sua sapidità lo rende quasi salmastro. Note minerali decise e una acidità contenuta lo rendono simile al velluto.

Di grande brillantezza il 2009 con i suoi riflessi dorati. Il pero, l'agrumato, le erbe aromatiche, l'etereo, la speziatura e il melone formano un vasto panorama olfattivo. Al gusto, rotondo, con forza alcolica, freschezza e sapidità, con un finale di scorza di arancia amara, mostra di avere l'energia di un vino della Murgia.

Ogni annata ha mostrato  la sua energia e finezza.

Al termine del percorso di analisi sensoriale, lo Chef Sebastiano D'onghia, già Presidente  Regionale Unione Cuochi Pugliesi dal 2002 al 2006, ha presentato due piatti in abbinamento ad un Fiano Tormaresca, il Roycello 2014. Il nome trae le sue origini da una parte di territorio che i contadini autoctoni chiamano appunto Roycello. Giallo paglierino lucente, dai profumi floreali di acacia e caprifoglio, frutta a polpa bianca e note agrumate, questo vino, sostenuto da un buon corpo e un finale piacevolmente acidulo ed elegante, ha saputo abbinarsi ai paccheri al tonno e finocchietto.

Di gusto più deciso la seconda proposta culinaria: Rigoli al ragù  di anatra, in ottimo abbinamento ad una delle annate del bianco barricato.

La serata, ha così celebrato il successo di una grande azienda, Tormaresca, e la sfida della Puglia che si afferma produttrice di grandi vini bianchi.

1 commento

  • Maria De Benedetto
    Maria De Benedetto Mercoledì, 25 Maggio 2016 16:23 Link al commento Rapporto

    Interessante. Viene voglia di gustare il vino descritto!?

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