Log in

I Pàmpini: espressione di un territorio caldo

L’Azienda vitivinicola biologica “I Pàmpini” fu fondata nel 1999 dai coniugi Carmen Iemma ed Enzo Oliveto, che dopo averne acquisito la proprietà, rinnovarono completamente, per utilizzare le più moderne tecnologie.

Ci troviamo ad Acciarella, in provincia di Latina, sul litorale laziale a circa due chilometri dal mare. Ha un’estensione di sette ettari dedicati a vigneto, curato personalmente e con grande passione dai due coniugi che vivono all’interno della tenuta.

La base ampelografica è stata selezionata a seguito di un’approfondita analisi del terreno per valutarne l’idoneità che si è riversata sia su vitigni autoctoni sia internazionali: Bellone, Malvasia Putinata, Syrah, Cabernet Sauvignon, Ancellotta e Merlot, tutti allevati a cordone speronato con una intensità di circa quattromila piante per ettaro.

La produzione si attesta attorno alle 20.000 bottiglie l’anno, guidata dall’enologo Carlo Roveda e il trait d’union dei loro vini è l’espressione di un territorio caldo, affacciato sul mare, dove nei giorni di Libeccio, le acque arrivano a posarsi sui pampini delle viti.

La stessa signora Iemma, nel descrivere le proprie bottiglie afferma che i vini sono l’indiscutibile risultato di quanto circonda i vigneti; non mi resta così che passare alla degustazione dei vini.





Legionarius 2015 - Malvasia puntinata in purezza. Il colore dorato invita a bere, anche se ad aprire le danze è un naso molto fruttato e fresco orientato su susina e mela. In bocca il vino mostra una piacevole freschezza al sapore di bergamotto, che ne prolunga la durata.

Bellone 2015 - Sorpresa tra i bianchi, questo bellone ha un naso decisamente intenso e primaverile composto da agrumi dolci, confetto, camomilla e note piccanti di miele. La bocca, strutturata, è coerente in termini di alcolicità, lunghezza e freschezza.

Rosé 2015 - Syrah in purezza; nulla potrebbe descrivere meglio l’olfatto di questo vino, se non la sensazione che si prova nel mangiare le fragole con zucchero e limone: dolcezza immediata mista a frutta croccante. Il sorso, deliberatamente beverino, presenta forti ritorni fruttati, mescolati ad accenni dolciastri (Il vino è secco). Di media persistenza lascia in bocca la sensazione di caramella Charmes rossa.

Syrah Oriente 2014 - Colore non troppo intenso per questo Syrah, che elegantemente e timidamente mostra le sue doti: un naso di frutta matura, prugna per la precisione, seguito da una bocca delicata con tannini maturi.

Coboldo 2014 - Merlot in purezza, questo vino fa solo acciaio; il naso però è ingannevole, spezie tipiche delle botti sembrano palesarsi con tocchi di pepe e tabacco; sapere dalla signora Iemma di non essere l’unico ad essere caduto in questo tranello mi consola. Frutta scura e matura sono l’overture; il palato gode tra un tannino presente e maturo, il calore e la persistenza.

Cabernet Sauvignon 2010 - Solitamente il Cabernet, anche nelle zone al sud del Lazio, tra cui Atina, riesce a mantenere un carattere a tratti nordico; in questo caso però ciò non si manifesta, al contrario, questo vino è l’espressione più sudista di Cabernet che abbia mai degustato fino ad oggi. Il colore è impenetrabile, il naso intenso è una concentrazione di calore, salvia e rosmarino con percettibili le note di ribes; gli aromi terziari sono rappresentati da una palese liquirizia che ritorna poi nel sorso; la bocca, altrettanto potente, induce a masticare, mentre i tannini asciugano tutto. Caldo e persistente.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.