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Ginestro Caprera: rosso Oltrepò DOC Riserva

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Molti sanno che Giuseppe Garibaldi era più volte approdato in Oltrepò, amico fraterno del Marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio e della moglie Anna. Meno risaputo, forse, è quanto apprezzasse i vini prodotti nella loro tenuta di Genestrello, tanto che, al momento di ritirarsi nella sua bella Caprera, aveva portato con sé alcune barbatelle con l’intenzione di produrre in sardegna un’uva che si sarebbe chiamata Ginestro-Caprera. A testimonianza resta, nell’archivio Barbiano di Belgioioso, una lettera del 8 gennaio 1863 ad Anna Koppmann Pallavicino: “Anna carissima, le vostre lettere da San Fiorano mi giunsero oggi. Mi duole tantissimo dell’incomodo di Giorgio. Spero questa lo troverà ristabilito. Scrissi a lui per alcuni magliuoli (marze) di Ginestrelli. Sono un vero sfacciato, colpa l’immensa bontà vostra. Non dispero però di offrirvi qui un giorno dell’uva Ginestro Caprera. Fossi tanto felice! G. Garibaldi”.
A memoria di questi innegabili legami tra l’eroe dei due mondi e il territorio oltrepadano, Torrevilla, che annovera tra le aziende conferenti uva anche quella di Guido e Gemma Aschero, attuali proprietari della tenuta dei Pallavicino Trivulzio, ha messo a punto la bottiglia celebrativa dell’Oltrepò Pavese. Un contributo alle celebrazioni nazionali che si arricchiscono di tasselli importanti, di aneddoti e intrecci, affascinanti quanto la nostra storia.

Il vino, dunque. È un Rosso Oltrepò DOC Riserva, ottenuto con uvaggio tipico della zona (Pinot nero, Barbera e Croatina). Le uve, al massimo della loro maturazione e rigorosamente selezionate, sono state vinificate in piccoli recipienti di acciaio. La macerazione sulle vinacce è stata protratta per dieci giorni e, dopo la svinatura, il mosto-vino è stato conservato in recipienti d’acciaio per circa un mese. È seguito l’invecchiamento in barrique per oltre due anni. Il vino ottenuto, è stato imbottigliato a marzo 2011 e presenta un tenore alcolico di 13,5% vol.

Nel bicchiere si presenta di un bel colore rosso rubino intenso con riflessi violetti tendenti all’aranciato. All’olfatto si riconoscono i frutti rossi, la marasca, il ribes, la prugna. Il profumo è lievemente speziato, intenso e persistente. Al gusto è caldo, sapido, di buon corpo, equilibrato, giustamente tannico. Il finale è persistente con ricordi di melograno e prugna.

Si accompagna felicemente ai piatti “importanti” della cucina lombarda e non solo.


Ultima modifica ilMartedì, 19 Aprile 2011 12:28

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