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Baglio del Cristo di Campobello, vini unici per momenti speciali

L’emozione in un sorso che sa di Sicilia autentica e rimanda a una zolla gessosa di un bianco splendente e suggestivo. A Campobello di Licata, nell’agrigentino, l’azienda Baglio del Cristo di Campobello fa vini singolari, di indole inequivocabile, convincenti e affascinanti. Raffinati nell’habillage – con alcune etichette che riproducono pizzi pregiati –  unici nel profilo sensoriale e coinvolgenti,  grazie anche al modo appassionato e sincero in cui i vini vengono presentati dai titolari: Angelo, Domenico e Carmelo Bonetta.
La vigna si estende per 30 ettari in cui si alternano varietà autoctone e internazionali. Grillo, Insolia, Nero d’Avola, Syrah, Cabernet Sauvignon e Chardonnay sono impiantati a circa 300 metri sul livello del mare, distano 8 km dalla costa e vengono vendemmiati scrupolosamente a mano. Il tutto, a due passi dalla croce lignea su cui è raffigurata la statua del Cristo di Campobello, da cui trae nome l’azienda, una meta di pellegrinaggio ogni 3 Maggio in occasione de “Lu pilligrinaggiu a lu Cristu”. Religione, storia, cultura, tradizione, suggestione e fatica si fondono e accrescono il pregio di queste belle espressioni di vino siciliano che non lasciano indifferenti.

Lu Patri 2011, Sicilia Igp 100 % Nero d’Avola (“padre” dei vitigni siciliani). È senza dubbio la punta di diamante dell’azienda. Pigiatura soffice, rimontaggi, fermentazione a temperatura controllata, 14 mesi di barrique e 12 di affinamento conferiscono a questo vino una complessità invidiabile e lo rendono idoneo all’invecchiamento. Terso nei profumi di erbe aromatiche,  balsamici e di frutti rossi minuti. Dal sorso tannico, strutturato e avvolgente; si fa ricordare anche per l’armonia, la sapidità e la persistenza.  

Lusirà 2011, elegante Syrah in purezza Igp. Pigia-diraspatura delicata e rimontaggi continui per facilitare un’estrazione ottimale. 15 mesi in barrique di rovere francese e almeno 10 mesi in bottiglia. Magnifico colore rosso porpora. Complessità giocata su intense note balsamiche e di confettura. Pepe nero in sottofondo. I tannini gradevoli rendono la beva accattivante.

Lalùci 2014, solo Grillo Doc dall’indole impetuosa. Il bouquet restituisce senza distorsione il profilo olfattivo di partenza, grazie alla refrigerazione degli acini (a 8-10ºC)  prima della pigia-diraspatura. La pressatura soffice, l’affinamento in acciaio sulle fecce fini per 3 mesi, a temperatura controllata, ed almeno 2 mesi di affinamento in bottiglia arricchiscono il profilo organolettico. Il vino si presenta lucente nella sua nuance giallo paglierino; attraente con il suo bouquet lussureggiante che spazia dalla malva, alla menta passando per la canfora e i frutti, anche vagamente esotici ed agrumati. La persistenza in bocca è moderata, ma la beva è ugualmente coinvolgente grazie alla freschezza gustativa e alla  scia minerale.

Adènzia bianco e rosso. Vini a cui prestare molta attenzione, come suggerisce il loro nome. In dialetto siciliano “dare adènzia”  significa: ascoltare.  Il Rosso 2012 è un blend di  Nero d’Avola e Syrah “cullato” per 11 mesi tra  acciaio e botti di rovere francese, poi affinato  almeno 12 mesi in bottiglia. Stuzzicanti le note di vaniglia, pepe e more. In bocca tannini impetuosi, persistente e sapido il sorso. Per il Bianco 2014, Grillo e Insolia Sicilia Doc, circa 3 mesi di affinamento sulle fecce fini in acciaio e altri 3 in bottiglia prima della commercializzazione. Sprigiona un ampio spettro di profumi: pesca, ananas, note balsamiche e un rimando alla pietra focaia. Minerale, fresco e sapido.

C’D’G’ Terre Siciliane Igp: Bianco 2014, Rosso 2013 e Rosato 2014. La fine trama dei veli siciliani riproposta in etichetta anticipa un’esperienza gustativa in cui il profilo sensoriale dei vini parla anche attraverso l’habillage della bottiglia. Il velo siciliano diventa metafora di un magico intreccio sensoriale. Il bianco è un enigmatico blend di Grillo, Chardonnay, Insolia e Catarratto. Profumi di fiori gialli, melone e capperi. In bocca freschezza e morbidezza con un fine tocco citrino e di erbe mediterranee. Il rosso –  uvaggio di Nero d’Avola, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah – è immediato e brioso. Ha tangibili note di amarena e geranio; al palato è setoso ed equilibrato. Il Rosato da Nero d’Avola presenta riflessi luminosi color ciliegia. Cattura con il bouquet floreale e fruttato di rosa, fragole e ciliegia. All’assaggio è più contenuto, piacevoli la freschezza e la vena sapida.

Tutti i vini, indistintamente, rimandano all’accezione più genuina di “sicilianità”.

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