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Cavoli! A Milano!

Milano, 11 settembre, sono le 21 ed ancora dobbiamo riunire il gruppo. E stasera devo comunque mangiare.

Troppo tardi per cercare un posto, ci si guarda intorno.

Cavoli!!! Un posto che si chiama cavoli ed è il ristorante annesso all'albergo. Uno sguardo dall'esterno. Asset elegante e scaffali dei vini poveri. "Qui si mangia veloce" mi vien da pensare. Immagino precotti e verdure surgelate. Pane fatto rinvenire in forni moderni e salse nelle bustine di plastica.

Telefono, uno, due, tre interlocutori. Uno mi dice, guarda ci son stato solo una volta e ho mangiato una eccellente frittura di pesce. A Milano detto da un milanese.

Mi son chiesto se un milanese sappia cosa sia una frittura di pesce. Si ricompone il gruppo. Avventuriamoci dunque. Una galleria dalle luci scarlatte, due figure femminili in fondo. Sorridono. Buon segno o la soddisfazione di chi ha buttato l'esca?

Graziose figure dagli occhi brillanti, specialmente Rosemary, rubiconda, sorridente corvina nell'abito e nella chioma. Chiara invece è vestita di bianco. Gentilissime ci fanno accomodare e con Rosemary si  instaura un dialogo nel quale chiedo, cercando misericordia, di poter mangiare qualcosa di sensato.

Ma soprattutto una frittura "comune" giusto per verificare le parole ascoltate. Poi un "cotoletta alla milanese"…

La mia amica Margherita mi sostiene e così fanno anche Daniela e Antonio, la giovane Gianna opta per carboidrati.

Prima notizia fantastica: di cotolette ne hanno solo due. I ristoranti con la dispensa che deborda di tutto mi lasciano un po' perplesso se non fanno almeno trecento coperti al giorno.
Giunge la frittura ed è davvero eccellente, anche nella qualità del pesce. Geniale la sfoglia di carota.

E poi la cotoletta. Un "orecchio di elefante" vero, tenerissima, con una panatura che mantiene la croccantezza esterna e la morbidezza interna, sapida il giusto e cotta a puntino financo all'attaccatura dell'osso.

Il contorno è coloratissimo e freschissimo. Una nota stonata: l'Olio! Di origine Europea. Un crimine disonorare un piatto straordinario come quello con un olio che non sia almeno un Extravergine DOP delle terre dello stivale. Anche perché siamo in un luogo di fascia medioalta.
Comunque la mano di chi cucina è davvero magistrale e la gentilezza e disponibilità di Rosemary e Chiara da incorniciare.

Un posto nel quale si sta benissimo, spero solo che possano arricchire la carta delle birre e quella dei vini. Sarò fissato, ma con la cotoletta alla milanese io berrei un buon rosato di negroamaro.

Ed un altro pregiudizio è stato sconfitto dalla sperimentazione.

Cavoli Green&Grill è a Milano in Viale Don Luigi Sturzo, 45

P.S. Ho scoperto dopo che la cuoca è della mia terra e che Rosemary è nata americana ma il sangue è siciliano della provincia di Ragusa.
Ultima modifica ilMartedì, 15 Settembre 2015 12:18

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