Log in

Da medico a vignaiolo: così Ruggiero Tupputi ha trasformato il suo sogno in realtà

Quando la passione prende il sopravvento sulla tua vita, è allora che qualcosa di straordinario succederà, così come è capitato al medico barlettano Ruggiero Tupputi, che ha trasformato in realtà il suo sogno nel cassetto.

Ruggiero ha origini contadine, ha trascorso la propria infanzia e le lunghe estati  aiutando il papà nella vigna di famiglia.

L’amore per la terra e per il vino gli è stato trasmesso dal nonno Ruggiero, che puntualmente lo seguiva vendemmia dopo vendemmia per insegnargli da vicino  il processo di trasformazione dell’uva in vino.

Inconsapevolmente  quel profumo di mosto in fermentazione gli ha lasciato un segno indelebile e lui, nonostante gli studi in medicina e l’avviata carriera da medico, ha sempre portato con sé il desiderio di realizzare una cantina tutta sua e di produrre un  vino di “carattere” che rispecchi fortemente il territorio.

Per tanti anni questa passione per il vino ha scandito il tempo libero di Ruggiero che, quasi per gioco, continuava a produrre vino da bere con gli amici. Circa sei anni fa le cose sono cambiate e nonostante l’opposizione di tutti, compresa la moglie, ha acquistato il terreno confinante la proprietà di famiglia, circa un ettaro, costituito da una vecchia vigna, di oltre 50 anni, in pessimo stato di manutenzione coltivata ad Uva di Troia.

Le grandi sfide lo hanno sempre entusiasmato e questa era una di quelle, finalmente il sogno di avere una vigna  tutta sua si stava concretizzando e, con l’aiuto del padre, oggi la sua vigna è “perfetta” e fornisce la sua azienda agricola San Ruggiero.

Grazie all’ausilio di due agronomi, Vito Ferri e Filippo Mele, ora diventati suoi ottimi amici, il terreno è stato sapientemente riequilibrato e oggi presenta una densità di piante di circa 6500 per ettaro, con una produzione media di circa 40 quintali annui.

La passione di Ruggiero è nata anche dal  bisogno di sfuggire dalle sofferenze delle malattie che da medico lo circondano, per trovare conforto nella genuinità della terra e nella bontà dei suoi frutti.

Nel 2012 è partita la prima vinificazione, nel 2013 il  primo imbottigliamento (non supera le tremilacinquecento bottiglie)  con il suo unico vino 13 Lame Puglia IGP Nero di Troia in purezza, che ho degustato e apprezzato grazie all’invito  di Pasquale Pastore enologo dell’azienda.

Naso di grande eleganza, si susseguono frutti rossi, spezie dolci, liquirizia, cacao, tabacco. In bocca è suadente, tannini “determinati” vengono addomesticati da una ottima  freschezza, assaggio pulito e di grande piacevolezza.

Da bere in tranquillità, ottimo con abbinamenti di arrosto di cinghiale, filetto alla griglia, agnello al timo o con una buona pasta e fagioli.

Da cantina: l’affinamento regala nuove emozioni e piacevoli evoluzioni.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.