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Destro Vini, "vulcano" in bottiglia

Primi furono i Dilettoso, che nel 1897 arrivarono a Montelaguardia, incidendo il proprio traguardo nella pietra, ancor oggi visibile all'ingresso del vecchio palmento. Da sempre vino, dunque, in questa tenuta alle porte di Randazzo, oggi di proprietà della famiglia Destro, nata dentro una morbida vallata all'ombra di Montenero, sul versante nord-est dell'Etna.

Sette i vini dell'azienda, otto contando il metodo classico, a formare un pacchetto prezioso composto da tre Etna Rosso, un Bianco, un Rosato, due Terre Siciliane IGT (bianco e rosso) e un originale nerello mascalese dolce.

Aithos (calore in greco) è il nome dell'Etna Rosso di punta dell'azienda, un nerello mascalese in purezza maturato in botti di media dimensione e affinato in bottiglia per otto mesi, capace di conquistare il naso con un meraviglioso bouquet di frutti rossi.

Seguono il giovane e baldanzoso Aspide e il più misurato Sciaraké, due Etna a base di nerello mascalese completamente maturati in bottiglia.

È Isolanuda l'Etna Bianco dell'azienda, un felice sposalizio tra carricante e catarratto, uniti da una accurata macerazione pellicolare per estrarre fino in fondo il nucleo vulcanico delle uve. Un prodotto affinato in bottiglia per tre mesi e subito pronto a regalare suggestioni di fiori e frutta al naso, da celebrare al palato con crostacei e frutti di mare.

Si chiama Nausica, una a in meno a distinguerla dalla figlia del re dei Feaci, la fanciulla un giorno incappata in Odisseo, il bianco IGT dell'azienda. A base di grillo e carricante, al naso, un gradevole momento di agrumi, da prolungare in bocca con la gradevole freschezza e salinità.

Zerilo, IGT rosso siciliano a base di nerello mascalese e merlot, la cui metà viene passata in botte prima dell'affinamento finale in bottiglia, regge benissimo i ragù e i formaggi stagionati, accompagnandoli con gradevoli sentori di frutta rossa matura.

Ha invece un nome dai ricordi arabi il nerello mascalese da dessert dell'azienda, Anuar, a ricordare il nome di persona Anwar, luminoso. E abbagliante è il colore di questo vino, passato in botte prima e messo a riposare in bottiglia poi; e arabeggianti sono certamente i ricordi al naso, speziati come i banchi dei mercati sauditi.

Saxanigra, cioè sassi neri, è infine il nome del metodo classico Destro, un brut millesimato del 2010 fortemente voluto dall'enologo dell'azienda, Giovanni Rizzo. 15000 bottiglie nel 2013 per uno spumante di gradevole color ocraceo e dai profumi di burro e crosta di pane, lungo e persistente in bocca.

Non è certo la fantasia, né la varietà, insomma, ciò che manca all'azienda; e non poteva essere altrimenti in questo pezzo di mondo dove l'ingegno ha permesso ai propri abitanti di attraversare secoli di diverse dominazioni; invasori e conquistatori ben presto soggiogati da una terra capace di regalare enormi emozioni, come i vini della tenuta Destro.

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