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La passione produce eccellenza: Il "Nasi Rossi"

Ne avevo sentito parlare, e finalmente un giorno mi sono deciso. Prendo il telefono e chiamo; dall’altra parte del filo trovo Chiara Lucchetta, figlia di Beppe che mi invita a passare a trovarla.
Non è distante da dove abito, devo arrivare poco prima di Collalto, un borgo medievale nel comune di Susegana in provincia di Treviso. Bisogna salire in cima al colle di Guarda, posto magnifico, e la casa ancor di più! Un restauro fatto ad arte di una vecchia dimora trasformata in un relais di charme in collina, il “Maso di Villa”, con sei camere immerse nel silenzio della natura.

Mi accoglie Chiara che mi racconta come assieme alla sua famiglia hanno realizzato questo luogo, che comprende un giardino, orti e un vigneto (che definirei vigneto-giardino…), frutto di una passione e di uno stile e modo di intendere la vita e il rapporto di essa con la natura.  Tutto parte dal padre, Beppe, che appassionato di vini e di vigneti decide dopo il “buon ritiro” di realizzare il suo sogno. Da architetto e designer ci mette del suo nel restauro, e concretizza la sua passione per i vini rossi eliminando un vecchio vigneto di Prosecco, ormai andato, e piantando Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Si perché qui siamo in piena DOCG Conegliano-Valdobbiadene ma il Beppe ha il naso rosso, e decide di provarci.

Nel 2001 durante le serate con alcuni amici nasce il progetto dei “Nasi Rossi”: Giuseppe nel vigneto, Federico l’enologo e Piero che vinifica in cantina, a cui si aggiungono Paolo, Francesco e Franco. Poco più di un ettaro, su un terreno adatto alle varietà a bacca rossa, esposto verso sud sud-ovest.



L’impianto è di 10.000 ceppi per ettaro, con una resa che va da 0.5 a 0.6Kg per ceppo.
A vederlo, il vigneto, sembra un giardino da quanto è curato; la potatura estiva del verde, con la riduzione dei grappoli per pianta e taglio della punta ai migliori che saranno portati a maturazione, danno l’idea del lavoro di qualità che viene fatto. Niente chimica nelle concimazioni, trattamenti mirati e solo se necessari hanno consentito, con le successive pratiche di cantina attuate, la certificazione bio dal 2013, anche se da sempre questa è la filosofia di lavoro di Nasi Rossi.

Si vendemmia a ottobre, quindi ci può stare anche una leggera surmaturazione delle uve, poi viene lasciato fermentare per 20 giorni in tini di rovere con frequenti follature, per poi essere lasciato ad affinare per 24 mesi in barrique francesi nuove. 45% di Merlot e di Cabernet Sauvignon e 10% di Cabernet Franc compongono le bottiglie che dopo l’affinamento in legno fanno un altro lungo periodo in massa prima dell’imbottigliamento e poi 2 anni o più di invecchiamento in bottiglia per consentire una amalgama perfetta. Decidono i Nasi Rossi quando è il momento, secondo il loro gusto; ad esempio il Beppe mi dice che da qualche mese secondo lui l’annata 2005 è pronta, e parliamo di 2500 bottiglie…
“Nasi Rossi” è una passione, non è un mestiere e nemmeno un business, è la voglia di concretizzare il sogno del Beppe in primis e dei suoi amici, e come tale viene prodotto.

Ma passiamo alla degustazione di questo vino nella annata 2005, che si presenta con un bel colore rubino intenso, carico. Al naso è complesso e stratificato con sentori che escono a tornate: vaniglia, frutta matura quasi di confettura con note di prugna, di marasca, frutti di bosco. La speziatura esce leggera e mai invadente, con il pepe, nota di liquerizia e, appena percepibile, di balsamico.
Al palato ha una struttura importante, si sente il corpo e l’alcol. Tannini strutturati e armoniosi, mai invadenti. Ritrovo la frutta matura nel retrogusto, con una nota sapida interessante e un finale lungo e pieno. Ha ottimi margini di invecchiamento.

E’ un vino equilibrato e ben fatto, dove si ritrova la filosofia dei Nasi Rossi di cui si parlava prima. Merita un approccio da intenditori.
Per scelta il vino non è commercializzato, si può acquistare solo presso il Maso di Villa oppure online sul sito www.nasirossi.it, e lo si trova presso i migliori ristoranti della zona. Insomma un vino fatto con passione e amore, che deve piacere ai Nasi Rossi e soddisfare la loro idea di vino rosso, ma che sicuramente soddisferà i palati più esigenti. E se passate in zona salite fino al colle di Guarda a vedere il posto, ne resterete innamorati.

P.S.: non l’ho chiesto, ma sono sicuro che l’etichetta è opera del Beppe designer-architetto…


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