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Marisa Cuomo, eccellenza italiana

L’immagine che si deve focalizzare è una cartolina.
Costiera amalfitana, rocce ben salde e scoscese che si affacciano sul mare e sui tramonti più belli d’Italia. In questo incanto troviamo una strada statale che congiunge tanti piccoli paesi incastonati a lato dei monti Lattari.


Furore è un piccolo paese. Si trova tra Positano e Amalfi, siamo in provincia di Salerno. Uno dei borghi più belli d’Italia, a 250 metri sul livello del mare. Furore è importante perché è la casa di una cantina unica in tutto il panorama nazionale.

Marisa Cuomo e il marito Andrea Ferraioli conducono l’azienda, appoggiati dai due figli e dall’enologo (e che enologo) Luigi Moio.

Gli ettari vitati sono circa 10, in prevalenza composti da piccoli appezzamenti ritagliati tra le rocce. Le viti sono state piantate in diverse annate, le più vecchie superano i 70 anni di vita. Diverse nascono a piede franco, non hanno conosciuto la filossera.

Le vigne sono parte integrante del territorio, crescono a picco sul Golfo d’Amalfi. Fanno parte della costiera e per questo riescono a raccontare la bellezza di quest’angolo di paradiso.

Si trovano viti da Ravello a Scala e lungo i pendii che portano ad Amalfi.

Clima mite, temperato dal sole e dai venti del tirreno. Iodato e caldo, un ambiente estremo e quanto mai romantico per lo sviluppo della viticoltura.

I vitigni piantati sono Fenile, Piedirosso, Ripoli, Falanghina, Ginestra, Tintore e Tronto e Aglianico. Vitigni del posto, adatti a questi terreni montuosi e dolomitici. Lo sviluppo in condizioni estreme non ha impedito la creazione di vini pregiati.

In prevalenza le viti sono allevate a “pergolato” e spesso piantate nelle stesse pareti rocciose. Sbucano tra i sassi dei muretti, sono l’autentica espressione del tutt’uno tra uva, monti e mare. Il lavoro in vigna è manuale. I risultati sono frutto di fatica, sudore e conoscenze. Si stringono i denti, salendo e scendendo tra i vari appezzamenti. Senza tenacia nulla sarebbe stato fatto.

La cantina è scavata nella roccia, non è immensa e ha un grado di umidità notevole, circa il 90% costante in ogni stagione. Le barriques (di rovere francese,) riposano coperte dalla montagna all’interno di un luogo magico. La tecnologia non manca, connubio perfetto per garantire ottimi risultati.

I vini creati sono diversi, Furore Bianco Fiorduva (il più noto), Furore rosso riserva, Furore bianco, Furore rosso, Costa d’Amalfi bianco, Costa d’Amalfi Rosso, Costa d’Amalfi rosato, Ravello bianco e Ravello rosso riserva.

Il Fiorduva è preceduto dalla sua fama, è certamente tra i migliori vini italiani, va degustato, se lo raccontassi in queste poche righe rischierei di stuzzicare troppo la vostra immaginazione e il vostro desiderio. Vi farei un torto. Si parla di un fuoriclasse, un autentico portavoce del territorio, franco, veritiero e appassionato. Unico.

Tra gli altri vini in commercio meritano sicuramente una nota di plauso il Furore rosso riserva, rotondo e morbido grazie a una botte in rovere di primo passaggio (12 mesi) e il Costa d’amalfi rosato. Quest’ultimo è un valore aggiunto durante i pasti in abbinamento ad alcuni tra i più classici e semplici piatti della costiera. Acidità e una buona salinità equilibrati dal giusto, (e mai spropositato,) grado alcolico. Un ottimo compromesso in tavola.

La Cantina Marisa Cuomo è visitabile grazie all’accoglienza di Dorotea, figlia di Marisa e Andrea. A pochi passi si può trovare “Bacco”, l’albergo e ristorante di famiglia. Nasce direttamente sul mare e costituisce una cornice stupenda per mangiare ottime pietanze e degustare i vini della cantina. Un’esperienza sublime. Da favola.

Questa cantina, riconosciuta a livello internazionale è simbolo dell’amore italiano per il vino. Sono progetti, conoscenze e studi da custodire. Fatiche da lodare. Un vero orgoglio per noi tutti.
Bravi.




Ultima modifica ilMercoledì, 12 Febbraio 2014 07:51

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