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Les Cretes, gustare la Valle d’Aosta

Les Cretes, gustare la Valle d’Aosta Les Cretes, gustare la Valle d’Aosta

Aymavilles si adagia sulle pendici montuose che si trovano sull’argine destro della Dora Baltea. In questo piccolo centro abitativo sorge Les Cretes. La cantina si trova a pochi kilometri da Aosta, in direzione nord-ovest lungo la statale SS26. Da generazioni la famiglia Charrère è un importante portavoce dell’agricoltura alpina. Dal 1989, la dedizione e l’impegno aziendale sono state indirizzate totalmente verso la produzione di vino.


Fu da subito molto importante il lavoro offerto da Costantino Charrère. Dal suo ingresso nell’attività familiare, le linee guida che sorreggono gli obiettivi aziendali non sono mai cambiati, dimostrandosi semplici, chiari e raggiungibili.


Alcune di queste finalità sono la riscoperta e la valorizzazione di vitigni autoctoni, la creazione di prodotti eterogenei capaci di racchiudere in sé i profumi della tradizione valdostana, la zonazione e la delimitazione di piccoli appezzamenti per creare dei veri cru e infine la volontà di creare un’impresa capace di parlare, e farsi apprezzare, al più ampio pubblico.


I vini prodotti da Les Cretes sono ben undici, di cui un metodo classico, tre bianchi, sei rossi e una vendemmia tardiva. L’offerta aziendale è importante e variegata. Di questi vini, ben quattro sono totalmente prodotti con vitigni autoctoni. Questi prodotti fanno percepire il netto richiamo verso le terre della Valle d’Aosta e i profumi delle sue montagne.


I vitigni autoctoni utilizzati sono il Neblou (in purezza per il metodo classico con vinificazione in bianco), il Petite Arvine (per un bianco giovane, fresco, incisivo, dai chiari richiami minerali), il Fumin (artefice di un rosso speziato che ricorda sentori di pellame e cuoio) e infine il Muscat Petit Gain (la cui varietà è vendemmiata in concomitanza con i primi freddi invernali). Ai precedenti vitigni si affiancano Petit rouge, Mayolet, Tinturier e Cornalin i quali sono assemblati in uvaggio con il Fumin per creare la D.O.P. Torrette.

Per quanto riguarda i vitigni internazionali si possono assaporare Chardonnay, Pinot Noir, Syrah e Barbera.


Les Cretes raggiunge i 25 ettari di terreno vitato mentre le bottiglie prodotte annualmente sono circa 220.000. A sorreggere questa fotografia enoica della Valle d’Aosta continua a essere da cinque generazioni la famiglia Charrère. I comuni interessati alla produzione di vino sono ben sei, Saint-Pierre, Aymavilles, Gressan, Sarre, Aosta e Saint-Christophe. I vigneti sono coltivati a un’altitudine compresa tra i 600 e gli 800 metri s.l.m. e sono stati frazionati, in micro-parcelle di estensione media non superiore a 0,15 ha. I suoli, di origine morenica, sono spesso sabbiosi e drenanti, molto ricchi di minerali.


La gestione agronomica dei vigneti prevede un limitato ricorso a fitofarmaci e concimazioni.


La trasparenza e la semplicità di comunicazione sono alla base del lavoro svolto in cantina. Importante innovazione è il ritorno all’utilizzo del tappo a vite. Questa tipologia di chiusura è stata reintrodotta da Les Cretes per garantire la qualità del prodotto. Il tappo a vite è utilizzato per evitare le muffe dei tappi in sughero, per rendere impossibili problemi di ossidazione, per mantenere la freschezza del prodotto, per garantire una facile apertura della bottiglia e per avere la possibilità di poter conservare il vino anche in posizione verticale.

Questa scelta ha trovato alcune difficoltà verso il grande pubblico che accosta il tappo a vite a prodotti di bassa qualità. L’azienda sta con successo dimostrando la validità di questi tappi e conta di convincere anche il consumatore da sempre affezionato a dogmi obsoleti attraverso la pulizia e l’eleganza dei suoi vini.


Questo testo è scritto dopo la mia visita alla cantina e la degustazione di alcuni prodotti. L’incontro si è svolto in ambienti moderni e raffinati. Degno di citazione lo sforzo dell’azienda nel creare una nuova struttura accanto a quella già esistente per accogliere i propri clienti.

Moderna e tecnologica Les Cretes s’impone grazie alla filosofia del lavoro cercando di mantenere forti i legami con il territorio da cui nasce.


Simbolo enoico di questo legame con la regione è sicuramente il Fumin. Vino rosso dal colore rosso rubino intenso, buona concentrazione e consistenza. Lo accompagnano sentori di frutta matura, prugne cotte, ginepro, grafite e cuoio. Intenso e complesso. Al palato entra dinamico, fresco con buona sapidità seguita da un tannino lieve e composto, rotondo grazie al passaggio in rovere. Caldo. Il finale è persistente. Prezzo in enoteca circa 20 euro. L’unica difficoltà per questo vino è rappresentata dall’abbinamento con il cibo. Selvaggina o carni rosse dalla lunga cottura per stare cauti.


Se il Fumin rappresenta il rapporto tra l’azienda e il territorio, allora il Cuvèe Bois si conferma simbolo di perfetta interpretazione di un vitigno internazionale come lo Chardonnay.

Sicuramente il punto di riferimento tra i vini in commercio, bello da vedere con il suo oro che riempie il calice. Consistente. Al naso entra intensamente guidato da sentori di frutta a bacca bianca accompagnati da note di vaniglia, nocciola e poi ancora profumi erbacei, tutto con delicatezza ed eleganza. Al palato si evidenzia l’anno trascorso in botti di rovere di primo passaggio. La freschezza è bilanciata da una rotondità unica e un’alcolicità viva ma mai invadente. Fine ed elegante. Abbastanza sapido, Equilibrato, dal lungo ricordo. Morbidi sentori terziari che accompagnano il sorso. Prodotto reperibile a circa 30 euro. Un’ottima espressione di Chardonnay.


Articolo forse un po’ lungo, ma quando incontro persone perbene che producono ottimi vini mi è difficile sminuire o tralasciare il loro impegno.

Cin cin alla Valle d’Aosta, cin cin per Les Cretes!


Ultima modifica ilGiovedì, 09 Gennaio 2014 08:35

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