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BURLOTTO Raffinatezza in Bottiglia

BURLOTTO - Raffinatezza in Bottiglia BURLOTTO - Raffinatezza in Bottiglia

Attraversando l’ampio corridoio finestrato, affrescato con colori tenui con tralci di fiori, che porta nell’infernot (termine con cui in Piemonte si indica la cantina sotterranea) di Burlotto, si è come trasportati in un altro mondo, una dimensione antica , che sa di eleganza e prestigio, che per un attimo mi fa immaginare raffinate crinoline per le signore e malandrini mustacchi per i signori.


Siamo a Verduno a poca distanza dalla Morra e da Alba, nel cuore delle Langhe. Il paese si dipana con la classica struttura ad anello, dove il castello è un palazzo settecentesco acquistato da Carlo Alberto nel 1838 e in seguito utilizzato come residenza estiva dai Savoia.


Giovan Battista Burlotto fondatore dell’omonima casa vitivinicola, precorse i tempi, dimostrando grandi capacità manageriali e come diremmo oggi ottime doti di marketing, affermandosi con il suo operato non solo a Verduno ma in tutta l’area di Barolo.


Convinto fermamente che un buon vino potesse nascere solo dalle uve migliori, si concentrò sui terreni maggiormente vocati, come Monvigliero a Verduno e Cannubi a Barolo. Fu tra i primi a proporre il vino in bottiglia con la sua etichetta, in un’ epoca ( seconda metà ’800) in cui si commerciava  vino in  damigiane e fusti; partecipava  a mostre e riceveva attestati e riconoscimenti  e il suo Palmares si fregiava di 32 medaglie che ancora oggi  campeggiano sulla facciata ottocentesca della casa. Tra questi prestigiosi riconoscimenti ci fu quello di “Fornitori della Real Casa” e “ Unici Provveditori della Spedizione del Duca degli Abruzzi al Polo Nord “ 1899-1900.

Francesco , il figlio del Commendator Burlotto, volle dare uno slancio straordinario soprattutto al Pelaverga, facendolo uscire dal piccolo nucleo di Verduno e delle Langhe, e ancora oggi è un vino molto apprezzato oltre i confini della regione, che lo vede  protagonista di una festa che si fa in suo onore in settembre proprio a Verduno.


Questo vino rinasce negli anni ’70 e dal 1995  Pelaverga è una DOC. Viene coltivato solo a Verduno e in piccolissima parte anche a La Morra e Roddi.Il suo colore è rubino trasparente, attraente; un profumo floreale rapisce il naso dove nettissimo si distingue il geranio e il garofano rosso su un sottofondo di accenti pepati e di peperone, ricordi di fragolina di bosco ed erbe aromatiche di timo e rosmarino. Ottima beva, fresca e giovane, possiede una complessità sottesa, gradevolissima , in bocca mantiene acidità seguita da un tannino sobrio.


L’Azienda sempre a conduzione familiare, produce in totale 80/90 mila bottiglie l’anno; ad occuparsene è Marina Burlotto, pronipote del celebre Commendatore, affiancata dal marito Giuseppe Alessandria e dal figlio Fabio che ci accoglie in azienda con grande cordialità.

Il metodo di vinificazione è sempre quello tradizionale, utilizzando tini tronco conici dove il mosto sosta per lunghe macerazioni , quello di  Freisa e Dolcetto per un periodo di due settimane fino ai venti giorni  per il  Barolo Cannubi e Acclivi. Follature a mano e rimontaggi fatti in modo molto artigianale, senza estrazione meccanica.


Dei dodici ettari di proprietà la metà sono impiantati a Nebbiolo ( varietà Lampia e Michet) sulle colline di Verduno e anche su un piccolo appezzamento nella prestigiosa zona di Cannubi nel comune di Barolo; Barbera, Dolcetto, Pelaverga, Sauvignon Blanc e Freisa si dividono quello che rimane.


La Barbera Aves 2012 ha propria una complessità aromatica che lo rende quasi raffinato, sebbene la lingua sia sferzata da acidità sostenuta , ottima salinità e tannino giovane piacevolmente astringente.

Le sensazioni olfattive del  Barolo Acclivi 2009 trasportano nel folto sottobosco, disegnando un percorso fiabesco dove aleggia l’odore della cenere di un fuoco ormai spento, ravvivato dal pizzico pungente degli agrumi. La bocca è freschissima, dissetante, il tannino è impalpabile.


Barolo Monvigliero 2009 elargisce un piccolo bouquet di violette e ciclamini insieme a frutti rossi succosi come lampone e ribes. La persistenza aromatica è uno strascico infinito, equilibrato, intessuto sull’ordito tannico.


Questi vini di ieri contengono oggi l’evoluzione tecnica agronomica e tecnologica che esalta il terroir di Verduno; vini confezionati con semplicità, che è poi il segreto della raffinatezza.



Ultima modifica ilMartedì, 07 Gennaio 2014 09:45

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