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Cerulli Spinozzi, nel cuore della “Docg Colline Teramane” tradizione in chiave moderna

Cerulli Spinozzi, nel cuore della  “Docg Colline Teramane” tradizione in chiave moderna Cerulli Spinozzi, nel cuore della “Docg Colline Teramane” tradizione in chiave moderna
Origini antiche e idee nuove. Questo connubio ha spinto il giovane Enrico Cerulli Irelli ad amministrare  la storica azienda di famiglia “Cerulli Irelli-Spinozzi” di Canzano (Te), che senza di lui non avrebbe avuto la stessa sorte.


Vi raccontiamo, ancora una volta, una storia di “ordinaria” sfida che vede come protagonista un giovane teramano. Iniziamo a credere che, forse, nella zona della Docg Colline Teramane – baciata dalla fortuna, dove sembra di sfiorare il Gran Sasso, in prossimità del fiume Vomano e delle rive mare Adriatico – oltre ad esserci delle condizioni eccezionali per la viticoltura, che si giova di importanti escursioni termiche foriere di alte concentrazioni di profumi nell’acino, ci siano anche condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo di una nuova classe imprenditoriale al servizio della vigna.  Questa volta ci occupiamo del ragazzo riccioluto con le bretelle. Enrico è inconfondibile. Stile vintage, 36 anni, vicepresidente al secondo mandato del “Consorzio Docg Colline Teramane”,  pacatissimo, cresciuto in una famiglia importante di cui vi parliamo dopo, amante dell’arte e della musica. Quasi 10 anni fa ha abbandonato la ricerca universitaria  in ambito umanistico per dedicarsi all’azienda di famiglia. “La giovane età ti agevola nel guardare fiducioso oltre l’ostacolo immaginando un bel traguardo, così come lo sogni,  anche se è molto lontano o per molti è quasi irraggiungibile”, dice Enrico. “Ho dovuto riprendere i libri, al “Master in marketing e general managment” sono seguiti studi di Agronomia ed Enologia. Mi reputo molto fortunato perché  per la parte tecnico-agronomica ho potuto contare con il supporto di mio zio, Francesco Cerulli, e di Remo Di Giuliantonio. (Gli enologi dell’azienda sono Franco Bernabei e Paolo Ulpiani).  Sono contento di aver fatto tutto questo per la mia famiglia”. Dicevamo che la famiglia di Enrico ha una genealogia importante, impossibile di raccontare in poche righe. Semplificando: è il frutto dell’unione in matrimonio di famiglie  feudatarie e abbienti commercianti. Tra i personaggi  importanti figurano  il senatore Vincenzo Irelli,  primo  sindaco di Teramo al momento dell’unità di Italia, e Serafino Cerulli Irelli, socio fondatore nel 1960 della cooperativa Casal Thaulero.

Nell’anno 2000, con la presenza di Enrico, l’azienda smette di conferire l’uva e dà il via alla trasformazione. Oggi ha una superficie di 60 ettari vitati tra i Comuni teramani di Mosciano e Canzano. Prevalgono i vitigni autoctoni, allevati a filari e tendone. Montepulciano d’Abruzzo (80%), seguito da trebbiano, pecorino (1.5 ettaro), sangiovese e chardonnay; tutti condotti escludendo l’uso di sostanze chimiche di sintesi. La produzione annua registra circa 150.000 bottiglie, esportate per  l’80% in Usa, alcuni paesi europei e, da poco, nel mercato asiatico; ma non è tutto. C’è un mercato interno molto importante  rappresentato dalla vendita del vino sfuso presso la sede aziendale. Per quanto concerne la cantina, oltre all’uso di follatori e presse a membrana, è da segnalare la riduzione dell’uso di pompe e il contenimento dei consumi energetici attraverso lo sfruttamento della forza di gravità, quindi molte operazioni  avvengono per “caduta”. “Facciamo vini che ci piacciono, che rispecchiano la bontà della terra da cui provengono, nella speranza di riuscire a trasmettere ai consumatori la nostra passione”, conclude Enrico.


DEGUSTAZIONE.

Cerulli Irelli Trebbiano 2012

Giallo verdolino accentuato, decisamente cristallino. Elegante, con una spiccata impronta varietale al naso. Pesca e mela verde. Freschezza netta in bocca, beverino, sapido e persistente. 12,5%. Insalata di pollo da abbinare.


Cortalto 2012 Pecorino

Ottenuto lasciando fermentare il vino in riduzione di ossigeno con una lunga permanenza sulle fecce sottili. Vinificazione in acciaio e successivo affinamento in bottiglia. Cristallino, giallo paglierino. Profumi vivacissimi, fruttato e minerale. Sorso che denota una spalla acida tangibile. 13,5%. Ottimo con i fiadoni.


Torre Migliori Montepulciano d’Abruzzo Docg 2007

Proviene da un singolo vigneto nel cuore di Canzano. Resa di 80 quintali/ettaro. Fermentazione in acciaio a temperatura controllata per 15/20 giorni. Segue elevage in botti grandi e tonneau dove matura per più di un anno. Affinamento in bottiglia per almeno sei mesi. Vino fruttato e tipico al naso, con una riconoscibile nota balsamica.  Persistente in bocca ed equilibrato. 14%.  Ideale con gli arrosticcini.


Torre Migliori Montepulciano d’Abruzzo Docg Riserva 2005

Dopo un'accurata selezione dei grappoli migliori, le uve destinate a questo vino di pregio vengono pigiate sofficemente. Fermentazione in acciaio e sosta in botti piccole. 1 anno di affinamento in bottiglia. È un vino suntuoso, ma appena incorniciato dall’impronta del legno. Rosso rubino con riflessi granato, consistenza decisa. Profumi puliti è importanti. Accenno di confettura di frutti a bacca rossa e spezie. Persistente al palato, sapido ed equilibrato. 14%. Agnello scottadito.



Ultima modifica ilMartedì, 17 Dicembre 2013 13:06

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