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Antica Azienda Curto: una passione per il Nero d'Avola

Passione, carattere, piacere dell'accoglienza.
Ingredienti importanti quelli che raccontano la storia, molto antica, dell'Antica Azienda Agraria Curto, e della sua attuale guida: la vulcanica Francesca Curto, giovane e determinata imprenditrice, tra le donne del vino più apprezzate in Sicilia.

Siamo ad Ispica, nel ragusano, in un lembo di terra baciato dal sole e “guardato a vista” dal mar Jonio. Una terra dove regna incontrastato il Nero d'Avola.

Ed è proprio questo il vitigno con il quale l'Azienda, estesa su 30 ettari vitati che si estendono anche alla vicina Pachino, lavora principalmente non disdegnandone però altri, anche internazionali: Sirah, Merlot, Inzolia e Moscato.   

Da qui vengono prodotte le sei etichette (70 mila bottiglie annue) lavorate sotto la supervisione dell'enologo Vito Giovinco: CURTO POIANO Igt (Inzolia in purezza); CURTO EOS, rosato Eloro Doc; CURTO ELORO Doc (Nero d'Avola in purezza); CURTO IKANO (Nero d'Avola e Merlot); FONTANELLE (Nero d'Avola in purezza, prodotto da vigneti vecchi di oltre 45 anni); CURTO KRIO (Syrah in purezza); CURTO DULCE NETUM Moscato.

Un prodotto che per l’80% circa viene esportato all’estero; non soltanto in Europa (Francia soprattutto), ma anche in America (California, Oregon) ed Asia (Malesia).

L'Azienda, che ha il suo “cuore” nell'elegante, imponente e settecentesco palazzo principale, non produce soltanto vino ma anche prodotti agricoli: olive, agrumi, mandorle.  

Ad occuparsi senza sosta e con grande entusiasmo di tutto ciò, insieme all'intera famiglia, è appunto Francesca Curto che ha raccolto il testimone da papà Giombattista, decisivo nel dare il primo importante impulso all'innovazione dell'attività.
40 anni, sommelier AIS dal 2000, Francesca è anche componente dell’Associazione Donne del Vino.

“Considerata l'attività della mia famiglia, fin da piccola ho sempre respirato aria di campagna e di vigneti -ci spiega- la passione è nata quindi spontanea e poi si è affinata ed evoluta col tempo, proprio come un buon Vino”.

“La nostra passione è il Nero d'Avola -poi aggiunge- e cerchiamo di esaltarlo in tutti i modi. Certo, non facendo cose incredibili ma, semplicemente, mantenendo le sue peculiarità principali ed esaltandole poi durante la vinificazione. Mi piace ripetere che non ci vuole una cantina per fare un grande Vino, ma un territorio. Il Vino deve rispecchiare quest'ultimo. Poi, può piacere o no ma almeno, dopo averlo bevuto, se ne ha una memoria”.

Un lavoro certosino, uno sforzo notevole il suo, già riconosciuto dagli addetti ai lavori con l'assegnazione di numerosi ed importanti riconoscimenti; tra i principali: la conquista nel 2005 della Gran Medaglia di Cangrande e le medaglie ottenute per il Fontanelle, Vino che nasce da un vigneto molto antico.

”Il nostro obiettivo -conclude Francesca Curto- è esaltare il territorio e mantenere la nostra tradizione. Tutto ciò guardando però al futuro, non dimenticando cioè il contesto in cui oggi viviamo”.

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