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Rosa Rosae...Le Rose

Una piccola tenuta sulle colline romane, da cui si vede il mare,un’atmosfera familiare, serena, i cani che ti vengono incontro e ti seguono tra i filari di ottobre appena vendemmiati, già tinti dei colori giallo e arancio dell’autunno;
uno , due grappoli ancora appesi si avvizziscono e imbruniscono sotto le foglie , colgo qualche chicco di Manseng e mastico, il frutto si liquefa lasciando uscire una polpa dolce.

L’Azienda Agricola LE ROSE nasce dieci anni fa , dalla passione di Aldo Piccarreta per il vino. L’azienda è biologica e dal 2011 ha ottenuto la certificazione, puntando sempre più all’eliminazione completa di zolfo e rame;i vitigni coltivati sono quelli storicamente presenti in queste zone:Fiano, Malvasia puntinata e Verdicchio, partendo da una vecchia vigna di Fiano coltivato a filare, oggi affiancata dalla Malvasia a tendone californiano,la vigna coltivata a Cesanese (ha due anni) e poi quella a Manseng che fornisce l’uva per la vendemmia tardiva. La scelta anche dell’enologo ( Luca D’Attoma) è stata quella di costruire una cantina che avesse poco impatto con il contesto naturale in cui si trova e in vigna fare meno trattamenti possibile ( al posto del rame usano un estratto di alghe) “ perché l’80% del vino si fa in vigna” mi ricorda Aldo Piccarreta , mentre sotto la tettoia dove c’è la sgravellatrice mi mostra la vigna sottostante e il paesaggio , sinuoso , fatto di colline che degradano verso il mare. Ci introduciamo poi in cantina dove c’è la macchina per la pressatura soffice e l’abbattitore, da cui parte il mosto fiore che va in inox o legno o vasche di cemento. Mi viene offerto di assaggiare i vitigni in purezza, spillati sia dal silos di acciaio che dalle botti che dalla vasca in cemento; presto verrà fatto l’assemblaggio .

Assaggio il Fiano 2011 spillato dalla vasca in cemento, poi il Verdicchio e il Fiano del Faida, la Malvasia in fermentazione; dalle botti viene spillato il Cesanese  Emma e il Faida rosso e mi colpisce come di tutti sia netta e pulita la riconoscibilità del vitigno.

Colle dei Marmi IGT Lazio è un Fiano in purezza giallo paglierino brillante, che si ottiene solo dai grappoli migliori; la maturazione avviene sulle proprie fecce e l’affinamento si effettua sia in cemento che in botti di legno da 1000 litri per 6/ 8 mesi; non viene fatta alcuna filtrazione. Fruttato di ananas, è pervaso anche da note di burro e si avverte la vaniglia delicata. L’assaggio è fresco e dalle belle note minerali.

La Faiola IGT Lazio è costituito da Verdicchio e Fiano al 50%,profumato di frutta esotica del corredo aromatico tipicodel Fiano, gustativamente riesce ad esaltare le note sapide e minerali del Verdicchio.

Tre Armi IGT Lazio è Malvasia puntinata al 70% e Verdicchio 30%. Da questo vitigno tradizionale laziale nasce un vino pungente con note floreali e melone freschissimo, che si ritrovano nella sorsata dissetante e persistente.

Emma IGT Lazio è Cesanese 100% da uve coltivate ad Olevano Romano dal colore di brillante rubino,fruttato di piccoli frutti di bosco e vaniglia; la bocca è fresca e minerale e in questa scia ritornano portate dal tannino le note di piccoli frutti rossi.

Ultimo IGT Lazio è composto da Malvasia Puntinata 30% e Manseng 70%, due vitigni dalla buccia spessa, molto adatta all’appassimento e a resistere all’attacco delle muffe nobili. Le uve vengono vendemmiate tardivamente e separatamente,il cui mosto fermenterà in tonnea per un anno.

Ultimo è color ambra, dal naso intrigante come una rosa d’oriente,con accenti di spezie dolci. In bocca ha più  sfaccettature in equilibrio tra dolcezza e freschezza, molto ben bilanciata.

L’aria è tersa e frizzante al mio ritorno a Roma forse perché ho assaporato qualcosa di sano , fatto bene, dal bel carattere sincero e leale, proprio come sanno essere alcune persone,come Aldo.
Ultima modifica ilLunedì, 26 Novembre 2012 07:48

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