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Vinitaly: Piemonte e Lombardia nel segno dei giovani

Corre sull'asse Milano-Torino la 50a edizione di Vinitaly presentata ieri dalla Regione Lombardia e dal quotidiano La Stampa, in due iniziative che hanno avuto quale denominatore comune la presenza delle giovani leve della viticoltura italiana.
«Un ritorno alla terra impensabile solo cinquant'anni fa, quando il sogno era la fabbrica, mentre oggi dal vigneto l'agricoltura ritorna ad essere guardata dalle giovani generazioni come prospettiva per costruire un futuro possibile», ha sottolineato nei suoi interventi il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.

«Ed anche per questo motivo, è significativa la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che inaugurerà la 50a edizione di Vinitaly - ha proseguito Danese -. È un gesto di grande attenzione verso i padri, che hanno avuto la capacità di costruire un settore che è diventato in dieci lustri il vanto dell'Italia nel mondo, e verso i figli che oggi proseguono con entusiasmo e preparazione, guardando al futuro con passione e fiducia».

Concordi entrambi i padroni di casa delle due iniziative (la presentazione del Padiglione Lombardia nella sede della Regione a Milano e la tavola rotonda "Il vino di domani" nella Biblioteca Nazionale di Torino), realizzate in collaborazione con Veronafiere-Vinitaly, l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava e il direttore de La Stampa di Torino, Maurizio Molinari.

«In Lombardia - ha detto Fava - sono attive 3.173 imprese vitivinicole. Di queste circa una su dieci ha titolare un giovane "under 40". Merito del lavoro dei padri, che hanno saputo far rinascere un settore che ora riesce a essere attrattivo anche per le nuove generazioni. Tra i giovani, le donne sono un'importante realtà capaci, con le loro peculiarità, di portare un ulteriore valore aggiunto al settore».

«Innovando e sperimentando, i giovani stanno raccontando una storia nuova per il vino - ha sottolineato Molinari -. La scommessa di chi produce sono le radici, perché il vino unisce e crea un futuro comune».

Radici che partono dal territorio per arrivare a nuovi mondi e nuovi modi di proporsi e di raccontarsi.

Da Torino il presidente della Regione Sergio Chiamparino - anche nel suo ruolo di presidente di Arev, l'Assemblea delle regioni europee vinicole - ha rilanciato affermando che «il territorio rappresenta una vera e propria filiera, fatta di vitigno, suolo, paesaggio, storia, persone, imprenditorialità, qualità del prodotto, tutela del territorio, capacità competitiva, e non solo, che permette di affrontare la competizione internazionale senza timori riverenziali».

La valorizzazione dei territori di produzione e fa parte della storia di Vinitaly fin dalla sua nascita. Giunto alla cinquantesima edizione il Salone internazionale rilancia la propria attività: «Per traguardare i prossimi dieci, quindici anni del vino italiano - ha affermato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere - bisogna muoversi sempre più come un sistema in rete e Vinitaly è la piattaforma di incontro e di servizi attiva tutto l'anno con più prodotti, dalla formazione all' e-commerce, che attraverso la sua attività può continuare a far crescere l'Italia sui mercati internazionali».

I giovani produttori lombardi (tre imprenditrici) e piemontesi (una decina fra uomini e donne intervistati da Paolo Massobrio) che ieri hanno raccontato le loro esperienze, idee e prospettive, hanno avuto anche l'occasione di potersi confrontare con il mercato che li aspetta, in particolare i consumatori della loro generazione, i cosiddetti Millennial.

A Michele Longo, giornalista e curatore di winecult.it e Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, il braccio operativo di Vinitaly all'estero il compito di tracciare il profilo dei giovani consumatori. Un excursus dagli Usa alla Cina, ma con un occhio attento anche al mercato italiano, perché il cambiamento nell'approccio ai winelover è epocale: nuovi sono i gusti e le occasioni di consumo e nuovi gli strumenti di comunicazione adottati oggi. I Millennian, infatti, sono molto attenti al contenuto emozionale del vino, alla sua storia e il territorio italiano ha molto da raccontare in tal senso.

Una mercato da non sottovalutare, visto che i Millennian saranno sempre più i consumatori di riferimento. Si tratta di due miliardi di persone nel mondo, 177 milioni in Europa. Negli Usa sono 70 milioni, il 34% di questi già beve vino e in generale i Millennian americani iniziano ad approcciarsi al vino più presto e con una frequenza di consumo più alta rispetto ai propri genitori; hanno un trend di consumo in crescita, cercano vini nuovi e percepiscono il vino come un momento di socialità e divertimento.

Tra i nuovi strumenti con cui giovani imprenditori devono confrontarsi sempre di più c'è anche l'e- commerce, dove Vinitaly è presente con VinitalyWineClub.

Per tale ragione, la presenza a Vinitaly del presidente del Consiglio Matteo Renzi lunedì 11 aprile, con Jack Ma, fondatore del colosso cinese dell'e-commerce Alibaba, oltre a dare un'ulteriore misura del valore che il vino italiano rappresenta per l'economia nazionale è anche l'opportunità per capire i nuovi canali di approccio ai mercati globali.

La Lombardia a Vinitaly. Tra le principali regioni enologiche, la Lombardia ha sempre rappresentato all'interno di Vinitaly un'importante realtà. Questo grazie alla capacità regionale di presentare una collettiva fortemente rappresentativa di tutte le aree produttive, in una location di forte impatto quale è il Palaexpo. Le cantine presenti quest'anno nella collettiva istituzionale realizzata grazie all'accordo di programma tra Regione e Camere di Commercio della Lombardia sono circa 200, su un'area di 4.800 metri quadrati netti. La superficie raggiunge gli 8.000 metri quadrati netti con lo spazio occupato da una sessantina di aziende che si presentano autonomamente.

Il Piemonte a Vinitaly. Sono oltre 450 le aziende piemontesi che partecipano quest'anno, sia con propri stand sia all'interno di collettive, per una superficie totale che supera gli 8.300 metri quadrati netti. Tra le collettive, la più rappresentativa è certamente quella del consorzio Piemonte Land of Perfection (a cui dal 2012 è stata affidata la regia della collettiva piemontese di Unioncamere e Regione Piemonte), che riunisce circa 170 aziende su una superficie di oltre 1.500 metri quadrati.

All'interno di Vinitaly il Piemonte occupa tradizionalmente il padiglione 10, ampliato quest'anno di 1.500 metri quadrati con un importante investimento economico per rispondere alle richieste di maggiore superficie da parte di aziende già presenti e di nuovi espositori.

Il 2016 è l'anno del cinquantesimo anche per due denominazioni di origine piemontesi: Barolo e Barbaresco.

Comunicato Stampa Veronafiere

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