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Cambiamenti climatici: rischia la vigna ma la tipicità è salva

Diego Tomasi, direttore del centro di Ricerca e Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, ha così dichiarato all'ANSA in merito ai cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici pesano sul Vigneto Italia, con un anticipo della fioritura di circa 8-10 giorni con il rischio di avere vini più alcolici. La tipicità è salva, grazie agl'interventi agronomici tra i filari e a un maggior ricorso all'irrigazione.

Il rischio di produrre vini più alcolici non risponderebbe a quel che chiede il mercato di oggi.

Si rischia la scomparsa, nei vini bianchi, di sentori floreali ma ottenere una prevalenza di aromi tropicali o di frutta matura.

L'Amarone però è avvantaggiato, con una produzione ottima e vini belli corposi.

In questo momento, in cui a livello mondiale c'è forte espansione degli spumanti, diventa più difficile mantenere l'acidità delle uve destinate alla produzione.

In Italia, tuttavia, la tipicità dei nostri vini non è stata ancora messa in discussione.

Sono state trovate soluzioni agronomiche, optando per cambiamenti di orientamento dei filari, spingendo in altezza la viticoltura e prolungando lo sviluppo vegetativo.

L'irrigazione, a questo punto, diventa importante per preservare la qualità e non la quantità".

Redazione di Vinoway

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