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Udienza "Sauvignon Connection": accusa e difesa soddisfatte

Foto di: MessaggeroVeneto Foto di: MessaggeroVeneto
Dall'udienza preliminare dell'inchiesta "Sauvignon Connection", di scena al Tribunale di Udine, è emerso che sia la difesa che l'accusa sembrerebbero soddisfatte.

Giuseppe Campeis, avvocato che difende le cantine sotto inchiesta, ha così dichiarato:"Per i produttori è andata bene. I periti hanno confermato che non esiste prova scientifica dell’uso da parte dei produttori di vino dei prodotti dell’enologo Ramon Persello.

La Procura ha insistito sul fatto che le prove siano venute meno per ossidazione. Ipotesi che i periti dicono essere assolutamente astratta. Non ci sono elementi e letteratura per dire in che tempi e a che condizioni il fenomeno si verifica. Siamo nel campo delle ipotesi".

Nei campioni di due aziende sono state trovate tracce di mesitile ossido, sostanza trovata in possesso dell’indagato Persello e che, a quanto dicono gli investigatori, potrebbe essere stata usata per modificare il mosto.

Luca Ponti, avvocato che difende l'indagato chiave dell'inchiesta ovvero l'enologo Ramon Persello, ha invece dichiarato che:"il tracciante è presente nel vino in percentuali infinitesimali, ma la letteratura scientifica prevede che sia possibile una presenza naturale di questa sostanza in tutti i tipi di vino o in altri preparati di frutta con principi di fermentazione".

Continuano le indagini.

Redazione di Vinoway

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