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Caporalato: figlio diretto della diffusione del lavoro nero in agricoltura

Il caporalato, secondo la legge, è un'attività organizzata di intermediazione caratterizzata dallo sfruttamento dei lavoratori mediante violenza, minaccia o intimidazione.

Nel nostro Paese è un reato introdotto nel codice penale nel settembre 2011.

Coldiretti rende noto che:"L' articolo di legge che elenca quattro circostanze al sussistere di almeno di una delle quali si costituisce l'indice di sfruttamento.

La prima è la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;

la seconda è la sistematica violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie;

la terza è la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l'incolumità personale;

la quarta è la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.

Il caporalato è punito con la reclusione da 5 a 8 anni con multe da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore "assunto".

Il fenomeno non è solo presente al Sud ma lo riscontriamo anche al Nord.

Redazione di Vinoway

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