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DARIO STEFÀNO: SU XYLELLA, EUROPA IN RITARDO

Riportiamo l'intervista pubblicata su Nuovo Quotidiano di Puglia al Senatore Dario Stefàno ripresa dal suo blog.

Senatore, ritiene che il piano del commissario sia adeguato a contrastare il fenomeno o è troppo invasivo?

Credo che ci sia un equivoco di fondo che accompagna dall'inizio questa vicenda: il piano di Selletti non fa altro che rendere attuative le indicazioni del decreto ministeriale, attraverso il quale vengono indicate le misure urgenti da adottare rispetto al batterio. Quindi, la figura del commissario risponde alla necessità di avere potere straordinari per poter intervenire laddove quelle misure non vengono adottate in maniera volontaria, perchè il decreto impone ai titolari di terreni olivetati di mettere in pratica una serie di interventi. E' inimmaginabile che Silletti da solo possa intervenire su tutta l'area.

Ci sono stati ritardi della Regione nel porre in essere interventi di contrasto?

Non voglio fare la difesa d'ufficio della Regione, ma non aveva la resposabilità di porre in essere le misure di contrasto, quanto piuttosto di fare un'attività di monitoraggio, di individuare le aree e di delimitarle. E questo lo ha fatto. La Regione non ha responsabilità diretta, la Xylella è l'esito di una globalizzazione mal governata che introduce anche emergenze fitosanitarie che nè l'Europa nè il governo nazionale ci consente di affrontare con gli strumenti necessari.

Martedì in Commissione Agricoltura del Senato, cosa chiederà al commissario Silletti?

A Silletti la Commissione chiederà di spiegare la filosofia del piano e come intende muoversi, io da pugliese e da appassionato ormai dell'agricoltura chiederò che sia il più tempestivo possibile all'attuazione del piano e gli chiederò di mettere in evidenza tutte le necessità per far sì che quelle azioni siano efficaci, sia nei confronti del governo che dell'Europa. Qui la vera assente è l'Ue che si limita ad imporre delle prescrizioni e non preveda un bando per attivare una ricerca importante, considerato che la Xylella può investire tutta l'Europa. Anche l'Italia si è dimostrata distratta, l'ho notato nella mia attività in Aula.

In che senso?

Ho proposto dei provvedimenti per consentire ai Comuni di liberare le risorse del patto di stabilità per contrastare la Xylella, ma sono stati bocciati, così come l'emendamento sull'esenzione dell'Imu agricola nelle zone colpite dal batterio.

Condivide le posizioni delle associazioni ambientaliste contrarie all'eradicazione e all'uso dei fitosanitari?


Sono contrario all'eradicazione per principio, ma se la scienza ci indica la necessità di adottare alcuni provvedimenti mirati laddove c'è bisogno non possiamo traccheggiare. E' la scienza che deve indicarci la strada. Per quanto riguarda l'uso dei fitofarmaci va detto che bisogna evitare di fare allarmismo, perchè come ci hanno spiegato gli esperti si tratta di prodotti autorizzati dagli organismi della sanità. Oggi c'è un'emergenza, non possiamo dichiararci ideologicamente contrari ad affrontarla.

Il capo della forestale ha accostato Xylella e Terra dei Fuochi. Condivide?


Sono due questioni differenti, una deriva dal dolo, la Xylella no. Non solo. La Terra dei Fuochi è confinata territorialmente, qui invece è un'emergenza che per la potenzialità di contagio non è territorialmente confinabile.

Vendola, il leader di un partito come Sel, che ha nel nome il richiamo all'ecologia, non ha speso ancora una parola sull'emergenza Xylella. Come se lo spiega?

Non è vero, non mi risulta. E, comunque, non c'è bisogno di parole, ma di fatti e la Regione quello che doveva fare lo ha fatto.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia e Dariostefano.it

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