Log in

CALABRESE LASCIA LA PRESIDENZA ONAV "MI HANNO SFRUTTATO"

Secondo il noto nutrizionista è a rischio anche la sede astigiana dell’organizzazione assaggiatori di vino.

 
Vittima di un «gruppo di Giuda» che hanno approfittato del suo nome, tutt’altro che sconosciuto, e dei suoi successi, per incassare i risultati e poi scaricarlo. È questo, in sintesi, «l’affaire» Onav spiegato dall’ormai ex presidente nazionale degli assaggiatori di vini, il nutrizionista Giorgio Calabrese, dimessosi pochi giorni fa. Lui, astigiano d’adozione ma siciliano d’origine (e di indole), di uscire in punta di piedi non ci pensa neanche.  
Professor Calabrese, il suo mandato sarebbe terminato naturalmente il 22 novembre. Come mai, all’ultima riunione, ha deciso di sbattere la porta e andarsene?
«Premetto che io sono troppo educato per sbattere la porta. Comunque di certo le mie dimissioni sono un atto di protesta nei confronti di un gruppo di persone, della sede milanese, che vogliono snaturare l’organizzazione degli assaggiatori di vino a cui io mi sono dedicato anima e corpo.
A cosa si riferisce di preciso?
«L’Onav è nata ad Asti nel 1951 per iniziativa della Camera di Commercio. Oggi ci sono una serie di manovre, subdole e poco chiare, da parte della Lombardia per trasferire la sede a Milano, approfittando del riordino delle Camere di commercio e della soppressione di quella astigiana dove l’Onav ha la sede principale».
E lei si è dimesso per questo o c’è dell’altro? Ha parlato prima di «volontà di snaturare» l’organizzazione. A cosa si riferiva?
«Non è solo una questione di sede. È che noi, i miei colleghi ed io, abbiamo lavorato per promuovere la cultura del vino, coinvolgendo i giovani (500 solo l’anno scorso) con i corsi, e non intascando mai 1 euro. Il rischio (e le assicuro che è reale, purtroppo) è che chi verrà dopo punti maggiormente sull’aspetto commerciale».
Trasformando l’Onav in ufficio marketing di questa o quell’ azienda?
«Esatto. E dubito fortemente che, conoscendo bene il team milanese, ci sarà più qualcuno dell’Onav che lavorerà gratis».
I viticoltori piemontesi, soprattutto quelli astigiani, sperano che lei ci ripensi e torni sui suoi passi.
«Lo escludo. Sono troppo amareggiato per essere stato ingannato e sfruttato come un bambino. Non tornerò indietro. Ci ho pensato molto, ma adesso volto pagina».
Ingannato in che modo?
«Dandomi, ad esempio, la presidenza per 5 anni e poi, negli ultimi mesi, cambiando lo statuto per ridurre il mandato da 4 a tre anni. Sono offeso, moralmente, da questi mezzucci. Quindi mi ritiro in buon ordine».
Ha tolto anche la spilla Onav che esibiva sempre con orgoglio a Porta a Porta e nelle altre apparizioni in tv?
«E’ la prima cosa che ho fatto appena ho lasciato la riunione in cui ho rassegnato le mie dimissioni. Prima di arrivare a casa da mia moglie, mi sono tolto la spilla di dosso».
Allora è proprio finita?
«Difenderò sempre il vino, ma l’Onav per me non esiste più».

Fonte: La Stampa

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.