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Salgono a 4,1 MLN gli affamati in Italia (+10%)

​Salgono alla cifra record di 4.068.250 i poveri che nel 2013 in Italia sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, con un aumento del 10 per cento sullo scorso anno, ovvero quasi 400mila persone in piu’. 


E’ quanto emerge dal Dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato dal Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al Teatro Palapartenope di Napoli dove sono giunti diecimila coltivatori provenienti dalle diverse regioni in occasione del "Rapporto annuale 2014 dell’Istat sulla situazione del Paese. A dover ricorrere ad aiuti alimentari in Italia nel 2013 sono stati ben 428.587 bambini con meno di 5 anni di età (+13 per cento) e 578.583 over 65 anni di età (+14 per cento), secondo la relazione sul 'Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2013', realizzata dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Le famiglie con bambini e gli anziani - sottolinea la Coldiretti - sono state dunque le categorie sulle quali è pesata maggiormente la crisi con gravi difficoltà alimentari. La popolazione totale dei bambini indigenti, espressa in valori assoluti, è concentrata in prevalenza nell’Italia Meridionale con punte in Campania ed in Sicilia (149.002 unità, pari al 35 per cento del numero complessivo di minori tra i 0 e i 5 anni bisognosi di aiuto). In generale - continua la Coldiretti - quasi 4 persone su 10 che hanno avuto bisogno di aiuti alimentari nel 2013 si trovano nelle regioni del sud Italia, dove si contano ben 1.542.175 indigenti. A preoccupare - sottolinea la Coldiretti - non è solo il trend negativo del sud, ma anche la concentrazione del disagio, con gli “assistiti” che raggiungono il valore piu’ elevato a livello nazionale proprio in Campania (913.213 indigenti) e, in misura minore, in Puglia e Calabria. Per quanto riguarda il tipo di assistenza richiesta nel 2013 a livello nazionale si contano 303.485 persone che hanno beneficiato dei servizi mensa, mentre sono ben 3.764.765 i poveri che hanno avuto assistenza con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti in mensa. Con la povertà aumenta anche la solidarietà e si contano nel 2013 ben 15.067 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 242 enti caritativi che fanno riferimento a 7 organizzazioni (Croce Rossa Italiana, Caritas Italiana, Fondazione Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Associazione “Sempre insieme per la Pace”, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Banco Alimentare Roma) ufficialmente riconosciute dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) che si occupa della distribuzione degli aiuti. Per quanto riguarda la tipologia di aiuto alimentare offerto - conclude la Coldiretti - i formaggi rappresentano circa il 28 per cento in valore, seguiti da pasta e pastina per bimbi e anziani, che assorbono il 18 per cento del costo, dal latte con il 14 per cento, dai biscotti (12 per cento), dal riso (8 per cento), dall’olio di girasole (6 per cento), dalla polpa di pomodoro (4 per cento) e, a seguire, legumi, confetture e farina.

 

LE PERSONE CHE HANNO CHIESTO AIUTI ALIMENTARI NEL 2013

Area geografica Bimbi da 0 a 5 anni Totale

Nord 129.420 1.056.855

Centro 68.185 720.636

Sud 149.002 1.542.175

Isole 81.980 748.584

TOTALE 428.587 4.068.250


Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Agea

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