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Marco Vercesi… un Vigneron in Oltrepò. Testo di Paolo Bosticco

Marco Vercesi… un Vigneron in Oltrepò. Testo di Paolo Bosticco Marco Vercesi… un Vigneron in Oltrepò. Testo di Paolo Bosticco

Mi piace partire la domenica mattina quando Milano sonnecchia ancora (un po’ come nella canzone di Concato), perdermi nelle vicine colline dell’Oltrepò, dove forse nessuno sa o tutti fanno finta di non sapere, esistono paesaggi mozzafiato talmente vicini che è quasi in peccato non conoscerli, approfondirli, assaporarli insomma viverli.

news a cura di Marco Vercesi - vignaiolo in oltrepò pavese 
Montù Beccaria, Pavia, Lombardia 
frazione Crosia, 1 
t (+39)331 28 48 596 
mail> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
web> www.ilvinodimarcovercesi.it 
social> facebook 


In uno di questi viaggi senza meta, mi sono ritrovato in un bel paese innalzato sulle prime colline sopra Stradella che già dal nome e dal castello con le persiane rosse “Il Castellazzo”, la dice lunga: Montù Beccaria, da sempre conteso, come tutto il suo territorio, tra Emiliani, Lombardi, Liguri e Piemontesi, poi divenuto feudo della nobile famiglia dei Beccaria di Pavia.

Scollinando tra una frazione e l’altra di Montù, su una curva subito dopo la farmacia in direzione Poggiolo, mi sono trovato davanti ad una splendente casa colonica di colore giallo; non so se perché illuminata da sole o per la tinta vivace,ma, ne sono rimasto letteralmente ammaliato.

La splendida “casa gialla” è la sede di una delle storiche aziende vitivinicole della zona, ovvero Marco Vercesi – Vignaiolo in Oltrepò.

Ad accogliermi come se mi stesse aspettando, sbucciando una mela sotto l’ippocastano, ho trovato il Signor Pierino Vercesi, con le spalle ricurve dal peso degli anni, la testa piegata da un lato, gli occhi furbi e attenti di chi ne ha viste e passate tante, un sorriso schietto e sincero; quello tpo di sorriso che noi di città sappiamo riservare forse, solo agli amici più cari.

Sono bastate poche parole da parte mia per dar inizio a una nuova avventura enoica.

Pierino da buon padrone di casa, mi ha scortato lentamente in cantina, dove il figlio Marco stava etichettando il suo Buttafuoco –Vigna Borlano, attorniato dai vivacissimi figli Massimiliano, Manuele e dalla moglie Simona.

Entrare in cantina da Marco, entrare nel suo regno, ha stimolato la mia curiosità, ho capito subito di avere a che fare con un Vignaiolo inconsueto, con le idee chiare e sicuramente contro; contro gli stereotipi della zona e la banalità. Un Vignaiolo appassionato e indipendente per scelta e per vocazione, così ancorato e fiero dei principi della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, del quale è un orgogliosissimo socio.

Tra le creazioni di Marco Vercesi di chicche ne ho scoperte più di una ma, sono rimasto piacevolmente strabiliato dal suo Chardonnay in purezza clone francese, il SAN DONE’ – IGT Bianco. Il suo nome deriva dalla storpiatura in dialetto della parola “chardonnay”, l’etichetta di un bel giallo sole ricorda il colore di casa Vercesi, sicuramente non a caso (nulla in questa cantina è lasciato al fato). Al naso e al palato emerge la sua unicità a livello nazionale, aromi di questo tipo li ho forse trovati tempo fa, non così persistenti, in certi Chabils Premiere Cru della Borgogna.

All’occhio di colore giallo dorato, limpido; al palato e al naso caldo, armonico, di corpo, con note speziate di vaniglia, liquirizia e di fiori bianchi. Abile frutto della maestria del vignaiolo all’uso ponderato delle Barriques.

Un vino da meditazione difficile da abbinare; sarebbe un peccato perdersi l’esplosione in bocca di ogni singola goccia di questo prezioso nettare, ma se proprio dovessi farlo ( perché oggi sembra d’obbligo abbinare il vino al cibo) forse sì, lo abbinerei a dei crostacei o a dei formaggi erborinati.

Potendo scegliere però non sarebbe uno spreco rilassarsi su una comoda poltrona, magari davanti ad un camino o alle splendide colline dell’Oltrepò Pavese, roteare tra le mani una boule di questo prezioso nettare e sorseggiarlo guardando l’infinito, non pensando a nulla finalmente in pace con se stessi.

Certamente, questo è il suo abbinamento migliore.

Finisco riportando una frase che Marco e Simona hanno scritto su una delle colonne della cantina, dedicandola a chi di passaggio o di ritorno fa loro visita per qualsivoglia motivo: “ se siete stati bene, lo dovreste raccontare a qualcuno che non è stato qui e spiegargli che esiste ancora un luogo dove le parole amore, passione e famiglia sono di casa”.

Ed è così che qui ci si sente…. davvero.


Testo di Paolo Bosticco (diritti Riservati)

Ultima modifica ilVenerdì, 02 Maggio 2014 09:35

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