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LA STORIA DEL NERO DI VELLUTO IN UNA VERTICALE DI 6 VENDEMMIE

LA STORIA DEL NERO DI VELLUTO IN UNA VERTICALE DI 6 VENDEMMIE LA STORIA DEL NERO DI VELLUTO IN UNA VERTICALE DI 6 VENDEMMIE

E' la prima volta che Feudi di Guagnano racconta e presenta questo vino in una degustazione declinata nelle annate che vanno dal 2002 al 2010.

E' il vino più conosciuto e premiato della cantina salentina, oggetto di vero culto tra i numerosi appassionati sparsi in tutto il mondo.


Si terrà martedì 15 aprile alle ore 19 presso l'Hotel Tiziano di Lecce, la verticale di 6 annate del vino top della cantina Feudi di Guagnano, il Nero di Velluto. L'evento, organizzato in collaborazione con la delegazione dei sommeliers salentini capitanati dal Presidente Amedeo Pasquino, è "sold out" già dai primi giorni in cui è stato comunicato per il fatto stesso che probabilmente sarà unico e irripetibile. Infatti, "almeno per le annate più vecchie prodotte in pochissimi esemplari come la 2002, la 2003 e la 2004, abbiamo faticato non poco a reperirle in cantina. Per questo motivo - ha dichiarato Gianvito Rizzo amministratore della cantina - sarà sicuramente impossibile riproporre in futuro un evento simile".

I partecipanti alla serata inoltre, avranno la possibilità di degustare un "vino sorpresa" sempre della stessa cantina e, fra un'annata e l'altra, anche della buona musica d'autore in compagnia del bravo Mino De Santis (http://www.minodesantis.com/) cantautore intenso e profondo.

Il nome di questo vino deriva da un'espressione usata da G. Palumbo, scrittore salentino, in un componimento del 1918 sulla vendemmia nel Salento. Infatti, a proposito dei grappoli di negroamaro egli scrive: "Ed a piè di ogni vite tutto è diventato nero di velluto, tutto è maturo, deliziosamente profumato".

Il Nero di Velluto, che è un vino IGT Salento, è ottenuto da uve negroamaro provenienti da una vigna del 1935 allevata ad alberello. I suoi grappoli migliori vengono vendemmiati la seconda decade di ottobre e fatti appassire in cassette monostrato per 30 giorni. Al termine dell'appassimento questi vengono sottoposti ad una pigiatura-diraspatura delicata. La fermentazione del mosto dura all'incirca due settimane. Il vino che se ne ottiene matura per 12 mesi in barrique di rovere francese. Il vino è pronto dopo circa 6 mesi di affinamento in bottiglia. La resa è di 4.000 bottiglie per ettaro. Solo le annate migliori vengono imbottigliate e ogni bottiglia ha un suo numero identificativo.

Tra i riconoscimenti più ambiti ottenuti da questa etichetta ricordiamo la medaglia d'oro al concorso internazionale "Selezione del Sindaco 2012"; la medaglia di bronzo al "Decanter World Wine Awards 2013" di Londra; la Gran Menzione al Concorso Enologico Internazionale Vinitaly del 2010 e una serie ininterrotta di 4 grappoli dal 2003 al 2014 sulla guida Bibenda.


fonte: Comunicato Stampa
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