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Bibenda Day, degustati cinque grandi spumanti

Ripercorriamo brevemente le grandi degustazioni raccontate dai relatori FIS (Fondazione Italiana Sommelier) al Bibenda Day.
Iniziamo con Massimo Billetto che ha presentato cinque grandi Spumanti.

Gran Cuvèe XXI Secolo 2002 – D’Araprì
“Matura 11 anni sui lieviti, al naso mostra sempre freschezza anche dopo moltissimi anni dalla sboccatura. Note fruttate, mineralità dolce, il perlage fine e raffinato in bocca esprime cremosità.
L’impalcatura del vino è data dalla sua acidità. Piacevoli le sensazioni gustative con toni di sottobosco, humus, frutta secca e mela cotogna.
Un grande spumante prodotto nel meridione d’Italia”

Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti 2002 – Bellavista
“La 2002 pur  essendo stata una annata difficile per il vino italiano, non lo è stato affatto per la spumantistica. In questo vino si esprime la Franciacorta con la sua suadenza, mineralità avvolgente, con il suo suolo umido, caldo, muschiato. Sembra che la fase di terziarizzazione sia appena iniziata.
In bocca è equilibrato, morbido, si distribuisce come un cuscinetto vellutato, si apre e si evolve.
Spumante che inizia a regalare grandi emozioni!”

Trento Giulio Ferrari Riserva del fondatore 1997 – Ferrari
“Un vino inconfondibile! A primo impatto si riconosce.
A 17 anni dalla vendemmia esprime toni maturi che si stabilizzano, sentori di frutta e di terra, funghi, tartufi, muschio e tonalità balsamiche si catturano subito in bocca. Vino potente, deciso, senza compromessi”

Soldati La Scolca Brut D’Antan millesimato 1989 – La Scolca
“Il 1989 in Piemonte fu un millesimo di incredibile elevatura. In questa annata arrivano a maturazione perfetta anche gli acini a bacca bianca.
25 Anni! Sembra che il vino abbia da poco iniziato la sua via terziaria. Vino gentile, cortese nell’anima.
Si alternano note agrumate, mela cotogna, erbe aromatiche, un accenno muschiato. Un vino che ha ancora molto da dare.
Il cortese è un vitigno “strano”, ma quando si esprime alla grande offre eccezionali sensazioni.
Sapido nel finale, apre avvolgente, mantenendo inalterata la sua morbidezza. Equilibrato, morbido all’inizio, sapido nel finale.”

Franciacorta Cuvèe Annamaria Clementi Rosè 2005 – Cà del Bosco
Cà del Bosco incorona l’avventura franciacortina. Un millesimo un po’ particolare con una estate che si alternò  dal caldo al fresco e piogge.
Un rosè rame chiaro di straordinaria eleganza. I vini con le bollicine rosè sono considerati nella categoria spumante i più difficili da produrre.
In questo vino si incoronano toni minerali che ricordano il rame, si avvertono accenni di geranio, toni di erba aromatica, fiori, pesca, sensazioni pungenti, quasi di pepe.
Siede al tavolo con i grandi Champagne rosè!”

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