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Aperitivo in 'rosa', con la grappa

Aperitivo in “rosa”, con la grappa Aperitivo in “rosa”, con la grappa

Distillato piace alle donne, è prodotto da molte donne


La grappa si tinge di "rosa" e cambia anche orario. Il distillato delle vinacce – quello italiano è l'unico per legge che può chiamarsi 'grappa' – non solo è sempre più apprezzato dal pubblico femminile, ma è spesso prodotto da donne. E si apre a nuove tendenze di consumo anche nella fascia che precede il pasto, l'aperitivo. Non è più solo un mero "ammazzacaffè". Se la curiosità è donna, l'8 marzo può essere l'occasione giusta per aver voglia di sperimentare tra amiche un aperitivo diverso a base di grappa.

 

"Le fasce di consumo della grappa sono cambiate – spiega Beppe Bertagnolli, che insieme alla cugina Livia è alla guida della più antica e omonima distilleria trentina, ed è presidente dell'Istituto Tutela della Grappa del Trentino –. Si avvicinano al distillato giovani e soprattutto donne ed è aumentato anche l'uso casalingo. La grappa non si consuma più come bicchierino 'veloce' a fine pasto ma oggi si sorseggia lentamente" valorizzandone anche l'aspetto conviviale. Con una novità. "Negli ultimi tempi – aggiunge Livia Bertagnolli – abbiamo provato a proporre la grappa a inizio pasto e la novità ha riscosso un notevole successo. L'ideale è abbinarla a una carrellata di formaggi con risultato un tripudio di profumi dei prodotti che si rafforzano a vicenda".

 

Per questo scopo le grappe più adatte sono quelle aromatiche: quelle distillate da vinacce di Moscato, Müller Thurgau, Traminer, Riesling, Silvaner e Nosiola. Le grappe trentine, garantite dal simbolo del tridente, si abbinano perfettamente ai formaggi. Trentingrana su tutti, anche nelle varianti cremose, ma anche gli erborinati e quelli d'alpeggio. Se invece si opta per una grappa invecchiata allora meglio accompagnarla con sapori più decisi come quelli dei pecorini stagionati. Tra l'altro gli alambicchi discontinui a bagnomaria – il metodo "Tullio Zadra" in onore del primo sperimentatore di questo particolare sistema, nonno del produttore Giuliano Pisoni –, prevalentemente utilizzati per la Trentino Grappa, sono il metodo di distillazione più oneroso e lento, ma è anche quello che permette un'estrazione degli aromi più delicata e accurata.

 

Ma come si degusta una grappa? Intanto come per il vino c'è l'analisi visiva del prodotto, spiega il distillatore Andrea Marzadro. Le grappe giovani sono incolori. Quelle invecchiate hanno una tonalità che varia dal paglierino all'ambrato carico. Poi c'è il passaggio olfattivo, aggiunge, e infine la grappa va sorseggiata e tenuta per una decina di secondi in bocca in modo da sentirne tutte le sfumature. Quella di bere il distillato a inizio pasto può essere una buona idea soprattutto considerando i limiti del tasso alcolemico consentito per chi guida. La moderazione e la prudenza sono essenziali, ribadisce Roberto Zeni, ma un diverso consumo del distillato può contribuire a non incorrere in multe.

 

"Rosa" è anche il mondo imprenditoriale che ruota intorno alla grappa trentina. Oltre a Livia Bertagnolli, c'è ad esempio la giovane Maddalena Cappelletti insieme al fratello Luigi tiene le redini dell'azienda di famiglia che nasce in realtà come erboristeria. Anche il testimone della Giori è passato ai figli, con Marella che è immagine della grappa. La distilleria Segnana è guidata da Camilla Lunelli.


fonte: ansa.it

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