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Non uso i pesticidi, rischio il carcere

La Borgogna, una delle zone più redditizie al mondo per il vino, teme un flagello, per questo per la prima volta è stato deciso di obbligare i produttori all’uso preventivo dei pesticidi anti-flavescenza dorata.

Emmanuel Giboulot, 51 anni, francese di Beaune, è un viticoltore biodinamico che rischia il carcere.

Possiede un vigneto di dieci ettari in Borgogna, sulla  Côte de Beaune e la Haute-Côte de Nuits. Fa parte dell’associazione Renaissance des Appellations, guidata da Nicolas Joly, guru della biodinamica.

Emmanuel dice: "Non userò mai i pesticidi sulle mie vigne sane”. "La soluzione non può essere un trattamento preventivo a largo raggio anche su piante non ammalate". E ancora: "Questi trattamenti chimici non risolvono il problema anzi, distruggono anche molti altri insetti e sconvolgono l’ecosistema della zona".

Giboulot, che si occupa di Pinot nero e Chardonnay nella sua azienda, in novembre si è schierato contro questo obbligo, diventando il simbolo tra una spaccatura nel mondo dell’agricoltura tra il mondo bio e quello convenzionale. E’ disposto ad affrontare le conseguenze della sua battaglia: sei mesi di carcere e una multa di 30 mila euro.

A sostegno del paladino della viticoltura biodinamica, "è nato un comitato [...] che raccoglie firme anche su Facebook" (oltre 34.000 "like" al momento). Un gruppo le cui fila hanno cominciato ad ingrossarsi, soprattutto dopo la pubblicazione di alcuni dati che riguardano la presenza di pesticidi nei vini francesi: 9 bottiglie su 10 conservano tracce delle sostanze chimiche. "La Francia, d’altra parte, è uno dei maggiori consumatori di pesticidi". Terzo posto mondiale, dietro Stati Uniti e Giappone. "Persino alcuni campioni di vini bio sono risultati positivi al test, per “contaminazione” dai vigneti vicini".

E voi cosa ne pensate?

Approfondisci su:
http://divini.corriere.it/2014/01/07/emmanuel-la-battaglia-contro-i-pesticidi-nei-vini-francesi/

Fonte: divini.corriere.it e ideawebtv.it

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