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Il Piemonte al quinto posto nella viticoltura Italiana

Asti la prima provincia per area coltivata della regione.
Il Piemonte si conferma la quinta regione per la produzione di vino in Italia grazie anche a una superficie vitata che raggiunge i 46.317 ettari. Asti è la provincia che detiene la più grande area coltivata con 15.600 ettari e la maggior produzione di vino con 798.000 ettolitri, ma è  Cuneo la provincia dove si concentra la produzione di vini DOC della regione con 15.700 ettari. Queste sono le risultanze dell’analisi della viticoltura piemontese realizzata in occasione del Convegno espositivo Viticoltura Enologia in programma a Padova il prossimo 12 dicembre.
Mediamente, infatti, la nostra regione ha prodotto negli ultimi cinque anni 2.677.000 ettolitri che la pongono davanti di breve misura ad un’altra regione vocata alla qualità come la Toscana, sesta con una produzione ferma a 2.604.000 ettolitri.

La viticoltura piemontese è chiaramente una produzione di qualità con l’88% della superficie vitata destinata a vitigni a denominazione. I vini DOC rappresentano quindi l’86,6% della produzione mentre il restante 13,4% è costituito da vini da tavola: il Piemonte non ha vini IGT e non produce mosti. Si tratta di una regione di vini rossi ma nell’ultimo anno la produzione di questi vini è calata del 17%, mentre i bianchi sono stati stabili, raggiungendo così una punta storica nel peso della composizione regionale, salendo al 41,7% contro i 57,3% dei vini rossi.  Il vitigno più diffuso è il Barbera che arriva a coprire il 30% del vitato; il moscato bianco è il secondo coprendo il 21% del territorio mentre terzo è il dolcetto con il 13% del vitato.

Il vitigno sinonimo della qualità piemontese, il Nebbiolo da cui si ottiene il barolo, è invece al quarto posto con il 9% del territorio. Cortese bianco e Brachetto nero, rispettivamente al 6% e al 3%, chiudono la classifica dei vitigni. Il Barbera si concentra nella provincia di Asti e Alessandria, dove è il primo vitigno DOC rispettivamente con 6.050 ettari e con 3.515 ettari, e in provincia di Cuneo con 2011 ettari. Il Moscato bianco è invece il primo vitigno DOC della provincia di Cuneo con 4286 ettari coltivati precedendo il Nebbiolo che concentra in questo territorio la sua produzione con 3.613 ettari. L’Erbaluce Bianco è invece il primo vitigno DOC della provincia di Torino con 180 ettari coltivati; il Nebbiolo è il primo vitigno anche in provincia di Vercelli e di Novara, coprendo 202 e 123 ettari.

La vendemmia 2013 è stata ritardata di due settimane rispetto all’anno precedente a causa del particolare andamento climatico di quest’anno: un inverno lungo e poco nevoso, primavera molto piovosa, estate calda e con siccità fino ai primi 20 giorni di agosto, un settembre caldo e con forti escursioni termiche.  I grappoli d’uva sono risultati di ragguardevoli dimensioni e quindi la produzione finale di vino è data in aumento del 15% rispetto al 2012 secondo Assoenologi e del 8 % secondo le previsioni Ismea e Unione Italiana Vini, per un dato finale che può variare quindi tra 2.677.000 e 2.543.000.
Dal punto di vista delle imprese, Il settore vinicolo piemontese ha visto una notevole riduzione delle aziende sul territorio che, secondo gli ultimi dati ISTAT nel periodo 2000/2010 sono passate da 40.610 a 20.699 con una superficie vitata a disposizione per singola azienda che aumenta da 1,3 a 2,3 ettari, rispetto a una media nazionale di 1,6 ettari.

“Il settore vitivinicolo piemontese vive una fase di forte dinamismo con una filiera che sta cambiando, sia in risposta a un contesto normativo sempre più complesso e a un mercato sempre più competitivo, sia in virtù della rapida e continua evoluzione di tecniche e tecnologie applicabili in vigneto e in cantina. Il prossimo Convegno Espositivo Viticoltura Enologia di Padova, in programma il 12 dicembre, mette a disposizione a tutti gli operatori del settore una giornata di relazioni tenute da docenti universitari, ricercatori ed esperti del settore per ricevere l’adeguato aggiornamento tecnico sulle sfide che oggi pone il mercato come la sostenibilità, l’internazionalizzazione e la protezione della territorialità del prodotto. Un appuntamento di particolare importanza ed interesse per il mondo vitivinicolo italiano come è attestato dalla presenza ufficiale dell’OIV, (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e dal patrocinio di numerosi consorzi di tutela” ha commentato Costanza Fregoni, coordinatore tecnico dell’evento.

Tutte le informazioni sulla fiera su www.senaf.it/vite

Fonte: novara.com

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