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Il vino italiano taglia le emissioni con CO2 RESA

Il vino italiano taglia le emissioni con CO2 RESA rinnovabili.it
Nasce in Italia il primo registro europeo che contabilizza le emissioni di CO2 delle aziende vitivinicole sul mercato volontario del carbonio.
Qual è la resa della CO2? Tagliare le emissioni non è solo lotta al cambiamento climatico, ma fattore chiave di sviluppo. CO2 RESA, acronimo di Registro Emissioni Settore Agroalimentare, è l’innovativo progetto di valorizzazione dei crediti di carbonio del settore agroalimentare, che produce il 18,8% delle emissioni nazionali. Un’esperienza pilota che, fornendo un valido incentivo ai produttori, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi fissati per l’Italia nella seconda fase del protocollo di Kyoto (2013-2020). 
Il fermento sostenibile che scuote il mondo del vino, fa del settore vitivinicolo il primo ad essere operativo in questo registro targato CSQA Certificazioni, ente di certificazione dell’eccellenza italiana dell’agroalimentare, e Valoritalia, società che controlla oltre il 70% della produzione di vino italiano a denominazione. Il connubio sempre più stretto tra vitivinicolo e green economy inserisce la sostenibilità ambientale fra i cinque asset su cui i produttori puntare per rafforzare la loro competitività accanto a qualità, diversità, aggregazione ed export. “La sostenibilità è ormai una scelta strategica per le imprese, un valore aggiunto del vino italiano nel mondo – ha dichiarato Domenico Zonin, Presidente di Unione Italiana Vini – e questa iniziativa è un ulteriore strumento di valorizzazione del nostro impegno”.

Come entrare nel mercato delle emissioni? Il primo passo del percorso di qualificazione ambientale è il calcolo dell’impronta carbonica. La ‘carbon footprint’ quantifica le emissioni generate durante il ciclo produttivo e può essere calcolata a livello di azienda o di prodotto secondo standard internazionali. Il passo successivo è l’intervento più importante: il taglio delle emissioni. La generazione dei crediti di carbonio è soggetta a determinate tipologie di intervento. Fra queste ricordiamo l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, quali biomasse e solare, gli interventi di efficientamento energetico, la creazione e il miglioramento di corridoi ecologici, come siepi e boschetti, la produzione e l’uso come ammendante del suolo del biochar. Il biochar è il carbone vegetale ottenuto dalla combustione di biomassa di scarto in assenza di ossigeno capace di sequestrare una quantità di CO2 pari a 3 volte il suo peso, ovvero per 1 tonnellata di biochar immessa nel suolo si sottraggono in media 3 tonnellate di CO2 dall’atmosfera. 
I crediti generati dalle aziende che hanno messo, fino a due anni fa, o metteranno in pratica queste azioni volte alla riduzione delle emissioni di CO2 potranno essere commercializzati sul mercato volontario del carbonio, grazie a broker nazionali e internazionali. Questi crediti, oltre ad essere incentivo di sviluppo per i produttori green, assicurano tracciabilità e provenienza alle aziende che li acquistano per compensare le proprie emissioni, contrastando conteggi plurimi e greenwashing. Gli emettitori potranno così scegliere di compensare con crediti provenienti da uno dei settori di punta del made in Italy. “Un’ottima credenziale per chi acquista, specialmente per i compratori esteri – ha affermato Pietro Bonato, Direttore Generale di CSQA Certificazioni. In questo senso, con CO2 RESA si guarda a un mercato potenziale di assoluto rilievo nello scenario internazionale”. 

A garanzia della trasparenza della metodologia utilizzata, è stato inoltre istituito un Comitato Scientifico esterno con funzione di supervisor. Il Comitato si interessa della revisione annuale degli standard qualitativi delle azioni che generano i crediti e dell’aggiornamento delle tipologie di intervento. Attualmente si compone di tre membri di documentata capacità ed esperienza su tematiche connesse alla gestione delle emissioni di gas serra e verrà integrato di pari passo all’implementazione delle attività eleggibili per la generazione dei crediti. I tre componenti sono: l’Ing. Domenico Gaudioso, Responsabile del Settore ‘Monitoraggio e prevenzione degli impatti sull’atmosfera’ dell’ISPRA; il Professor Aldo Iacomelli docente dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ ed ex membro del Comitato per l’attuazione della direttiva EU ETS, sull’emissions trading, in Italia; il Dottor Franco Miglietta, team leader di FoxLaB, un laboratorio congiunto della Fondazione Edmund Mach e del CNR, e coordinatore di numerosi progetti di ricerca di valenza internazionale. 
Dal lancio dell’11 novembre già una quindicina le aziende vitivinicole che hanno effettuato la carbon footprint, come primo step di generazione dei crediti di carbonio. Per la prima contabilizzazione dei crediti e dei rispettivi quantitativi di emissioni di CO2 risparmiate all’ambiente ancora un mese di attesa. I primi crediti immessi sul mercato di chi saranno?

Fonte: lastampa.it

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