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I sommelier e Toscani: “Il mondo del vino deve fare sistema”

I sommelier e Toscani: “Il mondo del vino deve fare sistema” gonews.it
Il celebre fotografo: "Ognuno di noi ha una professione che poco ha a che fare con il vino, per questo portiamo prospettive diverse alla produzione enologica".
Passione e curiosità, ma soprattutto la volontà di fare sistema: questa la ricetta di AIS, per far crescere il vino italiano e la sua notorietà nel mondo. Una provocazione, che ha suscitato un interessante dibattito questa mattina durante al talk show Wine Trend tenutosi a Wine in Progress e 47° Congresso Nazionale AIS alla Stazione Leopolda di Firenze, condotto con simpatia e professionalità dalla giornalista Cesara Buonamici, vicedirettore del TG5 e produttrice di olio extravergine di oliva biologico con la famiglia sulle colline di Fiesole.
“L’AIS è come una grande famiglia fatta di delegati che svolgono sul territorio un’azione importantissima in quanto sono il più vicino interlocutore sul territorio con i soci – ha spiegato il Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli al termine del talk show – ed è essenziale ricordarsi sempre che viaggiamo tutti nella stessa direzione e che quindi è importante fare le cose insieme perchè possano avere successo”.
Una provocazione ripresa anche da Oliviero Toscani intervenuto questa mattina al talk show Wine Trend durante Wine in Progress e 47° Congresso Nazionale AIS: “Ognuno di noi ha una professione che poco ha a che fare con il vino – ha affermato Toscani – ma è proprio questa diversità di esperienze che ci permette di dare una diversa prospettiva alla produzione enologica. Chi non è nato e cresciuto nel mondo del vino è più curioso e ha più motivazione e passione ad apprendere cose nuove. Oggi siamo troppo spesso condizionati ad avere marchi giusti per contare qualcosa. Ma dobbiamo capire che abbiamo potenzialità enormi perchè se utilizzassimo la Toscana come marchio di riconoscimento condiviso sarebbe più facile far apprezzare i nostri prodotti nel mondo. Purtroppo se non cambia la mentalità dovremo aspettare almeno altre tre generazioni prima che si riesca a fare sistema”.
Al talk show sono intervenuti anche altri vip, che hanno raccontato la loro esperienza di produttori di vino. Come Arnaldo Caprai, Cavaliere del Lavoro e imprenditore tessile che insieme al figlio porta avanti da anni una realtà importante – tanto da aggiudicarsi il titolo di Cantina dell’Anno 2012 attribuito da Wine Enthusiast – legata al Sagrantino di Montefalco. “Cosa alimenta questo mio entusiasmo? La tenacia di potersi sempre migliorare e non sentirsi mai arrivati. Su questo fronte abbiamo ancora da imparare dai francesi ma dobbiamo renderci consapevoli che con le uve che abbiamo in Italia potremmo fare quello che vogliamo”.
Francesco Illy, produttore con il Podere Le Ripi, ha sottolineato come la curiosità crei cultura e gli strumenti per riconoscere come obiettivamente a un vino blasonato e molto costoso non sempre corrisponde qualità migliore rispetto a uno che costa meno ed è meno conosciuto. “La mia azienda dal 2010 pratica la coltivazione biodinamica – ha raccontato – e ho messo a punto un nuovo modo di coltivazione della vite detto a bonsai che ha permesso di raggiungere la produzione delle prime bottiglie in un terreno dove non c’era vite ma pascolo in soli 5 anni invece dei consueti 35″
Tra gli ospiti, anche il campione del mondo di ciclismo Francesco Moser, che da quando si è ritirato dalle gare nel 1987 produce vino nel Maso di Villa Warth in Trentino. “La mia famiglia in realtà si è sempre occupata di vino – ha spiegato – tanto è vero che la mia prima bicicletta me la sono comprata con i proventi della vendita della grappa. Già negli anni Cinquanta mio padre vendeva vino all’ingrosso, poi quando ho concluso la mia attività di ciclista abbiamo iniziato a imbottigliare.
A concludere i lavori, il Presidente Nazionale di AIS Antonello Maietta che ha ringraziato gli ospiti e fatto il punto sul Congresso: “fin dall’inizio questo si presentava come il Congresso della svolta e così è stato. I sommelier hanno parlato poco ma ascoltato molto. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi ospiti di alto livello sia questa mattina che ieri con il convegno su “Clima e Vino” e il successo di questo evento è un segnale che indica che la strada tracciata è quella giusta.
Lo stesso Maietta, al termine del talk show, affiancato da Camilla Lunelli ha consegnato il primo Premio Surgiva alla delegazione che si è distinta per attività innovative o particolarmente efficaci nella diffusione della cultura dell’acqua e del vino. Ad aggiudicarsi il trofeo, la delegazione di Arezzo, rappresentata dal delegato Massimo Rossi che, nel ringraziare per il riconoscimento ha dedicato questa vittoria al Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli e a tutta l’AIS Toscana.

Fonte: gonews.it

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