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VINI DOLCI, UNA CULTURA DA COSTRUIRE

VINI DOLCI, UNA CULTURA DA COSTRUIRE VINI DOLCI, UNA CULTURA DA COSTRUIRE
L'atteggiamento del consumatore nei confronti dei vini dolci non è sempre stato benevolo. 

Se nella cultura contadina il vino dolce aveva il significato di un bene prezioso, l'omaggio con il quale si accoglieva l'ospite da bere alla fine del pasto, la sua presenza era invece rara nelle carte dei vini dei ristoranti o sugli scaffali delle enoteche.

All'estero, invece, doveva fare i conti con i vini dolci di zone viticole famose come il Sauternes o il Porto. Il maggior successo di questi vini veniva decretato anche dalla consuetudine alimentare di quei Paesi di associarli ai formaggi piccanti e stagionati o a preparazioni con il fegato d'oca.

Tuttavia da qualche anno i vini dolci mediterranei, o comunque ottenuti da uve appassite, hanno riconquistato il gusto dei consumatori italiani e stranieri e la riscossa è partita dalle regioni meridionali dell'Italia (basti pensare al Moscato di Pantelleria o al moscato reale di Trani e alle straordinarie malvasie di Puglia e Sicilia). E così oggi non si contano le grandi varietà di vini da dessert: vini dolci naturali, vini dolci frizzanti e spumanti, vini dolci a vendemmia tardiva, passiti, vini dolci liquorosi e aromatizzati. 

La Puglia è tra i grandi protagonisti di questo cambiamento e di questo nuovo mercato che trova grandi intenditori soprattutto nell’Europa dell’est. 

DOLCE PUGLIA è la massima vetrina regionale dei vini dolci ma anche della pasticceria tradizionale e dei caseari pugliesi. Una imperdibile occasione per fare il punto ogni anno sullo stato dell’arte di un comparto pieno di sorprese e di innovazione. 

Stiamo a vedere cosa ci riserverà questa ottava edizione!

Fonte:Ufficio Stampa AIS MURGIA

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