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Una proposta di legge per la difesa del vino come patrimonio culturale nazionale

Una proposta di legge per la difesa del vino come patrimonio culturale nazionale lagazzettadilucca.it
Un preciso ordine del giorno per una proposta di legge indirizzata ai parlamentari nazionali per fare del vino "patrimonio culturale e gastronomico d'Italia".
Questa l'iniziativa, sulla scia dell'esempio francese, lanciata dall'amministrazione municipale assieme al consorzio del Vino Doc di Montecarlo, che prenderà corpo nel prossimo consiglio comunale come ordine del giorno inviato al Parlamento, al presidente del consiglio e al ministro delle politiche agricole. Oltralpe è stato il senatore francese Roland Courteau a presentare una proposta di legge per “affermare chiaramente che il vino è parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico” della Francia, mentre in Italia nonostante vani e sporadici tentativi non emergono proposte di legge così forti e decise.
"Come per la Francia - sottolineano il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi e l'assessore all'agricoltura Angelita Paciscopi assieme al presidente del Consorzio dei produttori e del vino Doc Gino Fuso Carmiganni - anche e soprattutto per l'Italia il vino è parte fondante della storia e della cultura nazionale, non solo della storia e della cultura dell’alimentazione del nostro paese - esso è già riconosciuto dall’Unesco nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità - quanto della sua stessa economia. Occorre da parte delle nostre istituzioni nazionali un impegno ed una sensibilità pari a quella dei cugini d'oltralpe affinché non solo sia riconosciuto ufficialmente il ruolo del vino come uno dei simboli indiscussi del nostro paese, elemento costitutivo e molto spesso presidio del nostro paesaggio rurale, fonte occupazionale di decine di migliaia di posti di lavori, settore trainante della nostra economica non solo in campo agricolo ma nel settore turistico nazionale dove, statistiche e numeri ufficiali alla mani, l'enoturismo ed il turismo enogastronomico sono tra i pochi settori con il segno positivo. Per Montecarlo tutto questo è vero nel suo complesso, senza contare il ruolo che la produzione del vino, come dell'olio, incidano a livello ambientale e paesaggistico nella tutela del territorio con il suo attuale ritorno in termini di attrazione turistica e qualità della vita. Ciò, lo vogliamo sottolineare, si rende oltre modo necessario per arginare e superare la stagione della confusione non solo mediatica, capace soltanto di creare confusione, che alimenta il pregiudizio contro il vino nelle varie campagne di sensibilizzazione contro l'abuso di alcool e ne misconosce invece i benefici dovuti ad un consumo moderato come risulta dalla ultra decennale opera di ricerca scientifica condotta a livello internazionale. Invieremo questa nostro proposta a Roma passandola ai comuni amici delle Città del Vino e delle Strade del Vino per allargare la pressione necessaria a questa impresa che consideriamo oggi più che mai valida e necessaria alla ripresa della nostra produzione economica ed alla tutela dei nostri territori e delle loro produzioni agroalimentari".

Fonte: lagazzettadilucca.it

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