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WORLD PASTA DAY, GUSTO, AMBIENTE E SALUTE. MA ANCHE ECONOMIA: ECCO I NUMERI

Spaghetti - Pasta Day Spaghetti - Pasta Day
AIDEPI: EXPORT DELLA PASTA NEL 2012 AUMENTATO IN VOLUME DELL'1,8%, IN VALORE DEL 6,8%


Valorizzare la pasta dal punto di vista ambientale, salutistico e culturale. Questo l’obiettivo del World Pasta Day 2013 che si è svolto in Turchia il lo scorso 25 ottobre. Il tema conduttore, come ricorda il titolo della manifestazione, è proprio la valorizzazione della pasta sotto il profilo del gusto, delle proprietà nutrizionali e del suo essere amica dell’ambiente, tre delle principali ragioni del successo globale.

La pasta è un piatto gustoso e versatile che – abbinato con olio di oliva, verdure, legumi, pesce o carne – per la sua completezza e per i suoi effetti benefici sulla salute, è considerato ideale dai nutrizionisti.

In un recente Summit internazionale, tenutosi a Stresa lo scorso giugno, organizzato dal Nutrition Foundation of Italy e dalla OLDWAYS, sono state presentate delle risultanze scientifiche particolarmente interessanti che confermano i positivi aspetti nutrizionali della pasta.

Unanime convergenza infatti, è stata registrata dagli esperti sulla rilevanza della dell’indice glicemico che misura la qualità dei carboidrati, con importanti ripercussioni sulla salute. La pasta fornisce carboidrati complessi che notoriamente determinano un basso indice glicemico, un prolungato rilascio di energia e viene quindi considerata un alimento dai molteplici benefici, che, come emerso a Stresa, determina i seguenti effetti: 1) migliora il controllo del peso corporeo, 2) il controllo della glicemia nei pazienti diabetici migliora sensibilmente, 3) si riduce il rischio di sviluppare il diabete Tipo 2 e malattie cardiovascolari, soprattutto negli individui in sovrappeso e con stili di vita sedentari, 4) migliorano i livelli di colesterolo nel sangue, e quelli di altri fattori di rischio cardiovascolare.

Pochi alimenti inoltre, possono vantare un “indice di sostenibilità” cosi alto come la pasta: sia per quanto riguarda il packaging che sia in cartone o in film plastico, il confezionamento della pasta permette un recupero al 100% dei materiali d’imballaggio. Non solo, l’impronta ecologica di una porzione di pasta di 80 gr. è minima (pari a 1 m² globale). In altre parole, mangiare un piatto di pasta significa scegliere un alimento prodotto nel pieno rispetto dell’ambiente.

La giornata prevede numerosi interventi da parte di esperti nei diversi settori. Attenzione sarà data anche agli aspetti legati al mercato delle materie prime e dei consumi a livello internazionale. Alla conferenza è attesa la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura turco Mehmet Mehdi Eker.

I lavori congressuali saranno preceduti dall’Assemblea Generale Annuale dell’IPO, riservata ai soli membri dell’organizzazione.

Chiuderà il programma una sessione dedicata al gusto. A parlare di Pasta sotto il profilo gastronomico è stato invitato lo Chef Vedat Basaran, noto esperto di cucina ottomana e turca, che parlerà del connubio tra pasta e tradizioni culinarie locali.

PPPPI NUMERI DEL MERCATO DELLA PASTA: 13,5 MILIONI DI TONNELLATE PRODOTTE NEL MONDO DI CUI OLTRE 3,3 MILIONI IN ITALIA

Il WORLD PASTA DAY assume un valore ancora più importante se si considera che con la sua attività fa riferimento a un prodotto sempre più globale: la produzione di pasta nel mondo ha superato i 13,5 milioni di tonnellate.

L’industria italiana della pastificazione mantiene il primato per produzione, potenzialità produttiva istallata, consumo nazionale, consumo pro-capite ed esportazione. La produzione nazionale di Pasta nel 2012 si è mantenuta sostanzialmente stabile, con 3.326.750 tonnellate di prodotto, + 0,5% verso il 2011, con un valore di oltre 4,6 miliardi di euro, mentre il consumo pro capite si è attestato sui 26 kg.

Grazie alla capacità imprenditoriale dei produttori, sia grandi che piccoli, la Pasta italiana va quindi molto bene soprattutto all’estero, come afferma Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai di Aidepi “I consumi di pasta, in controcorrente con il resto dei consumi alimentari nazionali, sono rimasti sostanzialmente stabili, con un + 0,5% della produzione, forse anche perché la Pasta è un prodotto che ha un rapporto prezzo/prestazione (sia sotto il profilo nutrizionale sia di praticità e di versatilità) che è decisamente concorrenziale. L’export non è più solo valvola di sfogo ma è diventato la valvola di crescita per le Aziende italiane e questo è un fattore molto importante e da incentivare sempre di più.“

La Pasta italiana mantiene la leadership di prodotto simbolo del made in Italy, versatile, sano, gustoso ma anche decisamente sostenibile. Nei primi sei mesi del 2013, si è registrata una crescita delle esportazioni del 7% portando sulle tavole dell’intero globo quasi 952 mila tonnellate di pasta italiana. Sono circa 12 miliardi i piatti creati in tutto il mondo con la pasta prodotta nel nostro Paese.

In occasione del World Pasta Day, che si terrà il prossimo 25 ottobre a Istanbul, gli Stati Generali del mondo della pasta, rappresentati dall’IPO – International Pasta Organisation, si riuniscono per fare il punto sul tema “Pasta: The Sustainable, Healthy and Delicious Food” e discutere del ruolo chiave che la pasta può avere anche sul piano della sostenibilità.

L’AIDEPI – Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane –nella Giornata Mondiale della Pasta, l’annuale appuntamento che riunisce produttori, nutrizionisti, opinionisti e media di tutto il mondo per rendere onore all’alimento simbolo del made in Italy nel mondo, ufficializza i risultati export della produzione italiana di pasta, che anche quest’anno ha ottenuto brillanti risultati.

Grazie alla capacità imprenditoriale dei produttori, sia grandi che piccoli, la Pasta italiana va molto bene soprattutto all’estero, come afferma Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai di Aidepi “I consumi di pasta, in controcorrente con il resto dei consumi alimentari nazionali, sono rimasti sostanzialmente stabili, con un + 0,5% della produzione, forse anche perché la Pasta è un prodotto che ha un rapporto prezzo/prestazione (sia sotto il profilo nutrizionale sia di praticità e di versatilità) che è decisamente concorrenziale. L’export non è più solo valvola di sfogo ma è diventato la valvola di crescita per le Aziende italiane e questo è un fattore molto importante e da incentivare sempre di più.“

Nel 2012 sono state esportate 1.802.750 tonnellate di Pasta con un incremento dell’ 1,8% sul 2011; mentre a valore l’export ha portato alle aziende produttrici italiane 1,9 miliardi di euro, con un incremento del 6,8%.

I mercati più importanti sono quelli tradizionalmente affezionati ai prodotti italiani: al primo posto la Germania, che ha aumentato del 3,9% in volume le importazione di Pasta italiana (in valore +7,3%), seguita dalla Francia, con acquisti stabili a volume ma in aumento a valore (+4,9%) e Regno Unito (+5,6% in valore). Interessante anche il mercato dell’Ucraina che si è dimostrato notevolmente vivace (+34,9% in volume e +32,9% in valore).

Oltre Europa, ancora al primo posto le esportazioni negli Stati Uniti, che hanno segnato un incremento del 2,5% in volume (circa ton. 137.500) e del 13% in valore (175,3 milioni di euro). I paesi più interessanti in chiave prospettica sono sicuramente quelli orientali, con in testa Giappone (+4,7% in volume e +10% in valore) e Cina (+42% in volume e +49,3% in valore), in cui la cultura del cibo italiano si sta diffondendo in modo graduale ma continuo, e poi la Russia (+13% a volume e +20,5% a valore). Di particolare rilievo anche l’incremento dimostrato dall’India (+20,6% in volume e +22,8% in valore).

La produzione nazionale di Pasta nel 2012 si è mantenuta sostanzialmente stabile, con 3.326.750 tonnellate di prodotto, +0,5% verso il 2011, con un valore di oltre 4,6 miliardi di euro.

Nel 2012 nel Mondo sono state prodotte 13,5 milioni di tonnellate di pasta alimentare. Si tratta di un notevole traguardo se si pensa che nel 1998 la produzione di pasta era stimata in circa 6,4 milioni di tonnellate. L’Unione Europea – soprattutto grazie al ruolo dell’Italia – conferma la propria leadership sulla produzione con una quota pari a 36,4% sul totale prodotto, seguita dal Centro-Sud America 21,9%, Nord America 16,1%, altri Paesi europei 14,8%, Medio Oriente 4,4%, Africa 4,3%, Asia 1,8% ed infine l’Australia 0,4%.

Nel 2012 il giro di affari dell’export dell’industria della pasta nel mondo ha raggiunto circa 4,2 miliardi di euro, registrando un incremento del +10,5% rispetto al 2011; mentre i volumi (circa 3,7 milioni di tonnellate di pasta) si sono attestati sui livelli dell’anno precedente.

Per quanto riguarda i consumi, rispetto agli anni scorsi, a fronte di una sostanziale stabilità delle prime posizioni – che vedono l’Italia ovviamente al primo posto con 26 chilogrammi pro capite seguita del Venezuela, secondo con 12,3 chilogrammi. – scopriamo consumi in crescita in Grecia (10,6 kg), Spagna (5,3 kg), Argentina (7,9 kg) e Perù (8,3 kg).

fonte e foto: agricolae.eu

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