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Supertassa su grappa e distillati

Grappa Grappa
I produttori istriani in rivolta contro l’imposta di 3,7 euro al litro. E c’è chi minaccia l’addio agli alambicchi.

Anche quest’autunno centinaia, forse addirittura migliaia di tonnellate di vinacce finiranno nel letamaio invece che nell'alambicco a causa della legge sulle accise varata nel 2013, che va a colpire in maniera molto pesante la distillazione della grappa istriana. Quelli che sono considerati piccoli produttori, e che annualmente distillano fino a 1000 litri del gustoso superalcolico, diminuiscono la produzione oppure chiudono l’attività. Una scelta pressochè obbligata visto che questa categoria deve pagare un’imposta annua di 3,7 euro al litro, indipendentemente dal fatto che abbiano venduto o meno la grappa prodotta. La tassa, infatti, dev’esser pagata anche da chi non intende vendere il distillato.

Chi sgarra, tra l’altro, rischia grosso. Per l'accisa non pagata le multe sono salatissime: dai 2.760 a 70mila euro. Chi produce fino a 40 litri di grappa è esente dall’accisa, ma non dall’imposta sul possesso dell' alambicco. Per quello di capacità fino a 100 litri, vanno sborsati 13 euro all’anno.L’importo raddoppia invece in caso di capacita' superiore.

Gli effetti di questa stangata fiscale iniziano già a farsi sentire. Il pugno di ferro sta per esempio scoraggiando pesantemente Miro Petohleb di Pinguente, noto produttore dell’Elisir di lunga vita (una grappa con l’aroma di 16 erbe), che un tempo distillava 5mila litri di varie grappe. Ora la sua produzione è sotto i mille litri all'anno ed entro Capodanno, afferma il distillatore, ridurrà la produzione al fabbisogno puramente familiare, chiudendo cosi l’esercizio artigianale. 

«In questo Paese - aggiunge ancora Petohleb -, è impossibile lavorare onestamente. I frequenti controlli e l’obbligo di stilare il resoconto di attività due volte al mese, mi hanno letteralmente distrutto».

Ma c’è anche chi, molto pochi a dire il vero, sta incrementando la produzione. È il caso di Marino Rossi di Visinada, il quale afferma di essersi adeguato molto bene alle novità legislative. Quest’autunno Rossi conta di distillare da 7 a 8mila litri di grappa e di incrementare la produzione del 50% entro i prossimi 5 anni.Ma quanti sono gli alambicchi regolarmente registrati in Istria? L’ufficio doganale di Pola parla di 1054 distillatori evidenziati, di cui 279 sotto i 100 litri di capacità. In questi tre anni comunque tale numero è aumentato. Nel 2010 era di 459 unità. Sulla crescita non ha tanto influito l’acquisto di nuovi alambicchi quanto la decisione di registrare quelli già in possesso per evitare il rischio della multa. E sicuramente sono tantissimi ancora i distillatori clandestini.

I controlli, tuttavia, non mancano: dall’inizio dell’anno a questa parte in Istria ne sono stati fatti 301. Quarantatre le trasgressioni riscontrate, che hanno portato al sequestro di 990 litri di bibite superalcoliche. «Sono ritornati i tempi di Mussolini», dice qualcuno, ricordando quando la Guardia di finanza ficcava il naso nelle cantine alla ricerca della grappa clandestina.

fonte e foto: ilpiccolo.gelocal.it
Ultima modifica ilGiovedì, 10 Ottobre 2013 13:34

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