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Asso produttori del Frascati DOCG contro il Consorzio: "Le vigne stanno scomparendo, altro che favole e prezzi delle uve imposti"

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In una dura nota i viticoltori contestano la politica del Consorzio. "Per la prima volta scenderemo sotto i 1000 ettari coltivati a Frascati doc e docg. Un dato allarmante per il quale non si scorgono strategie da parte di chi dovrebbe tutelare il nostro prodotto". Uno scontro quasi frontale


Con una durissima nota l'Associazione produttori del Frascati contesta la risoluzione del Cda del Consorzio di tutela del Frascati con la quale viene suggerito un prezzo per le uve della vendemmia 2013. "Il Consorzio - spiega il presidente dell'assoproduttori, Luigi Fusco - non dovrebbe solo fare da intermediario tra produttori e cantine per fissare il prezzo delle uve, dovrebbe piuttosto definire strategie di medio lungo periodo per delineare il futuro del nostro vino".

Nel mirino della polemica, decisamente forte, c'è non tanto il prezzo di 34,5 euro al quintale indicato come "buono" per le transazioni di queste settimane, quanto il fatto che la quotazione indicata in realtà è fuorviante. "La verità - spiega Fusco - è che per la prima volta quest'anno le vigne coltivate a Frascati scenderanno sotto i 1000 ettari. I dati di Valoritalia dicono che dal 2009 ad oggi si sono perse quasi la metà delle coltivazioni: e qual è la strategia del Consorzio per questa urgenza? Com'è possibile limitarsi a suggerire un prezzo, che peraltro, non tiene minimamente conto di quanto accaduto quest'anno?".

Il presidente dell'assoproduttori spiega ancora: "Il maltempo quest'anno ha fatto lievitare i costi della produzione: ritengo che una quotazione di 45-50 euro a quintale sia il costo medio sostenuto dai produttori per portare a vendemmia l'uva quest'anno. Potrei comprendere ed accettare i 34,5 euro proposti se fossero all'interno di una strategia ma la verità è che i produttori stanno sostenendo solo la crisi delle cantine. Chi pensa a chi produce l'uva? Chi tiene conto dell'abbandono delle vigne? I viticoltori non ce la fanno più: da anni chiudono la stagione in perdita e il Consorzio invece si limita a fare da "paciere" tra produttori e cantine".

Badando bene, aggiungiamo noi, a ritenere soddisfacente la quotazione indicata (LEGGI l'articolo di qualche giorno fa). Oggi l'assoproduttori, pur ampliando ed approfondendo l'analisi, confuta la bontà della quotazione stabilita dal Cda del Consorzio.

Ecco il comunicato ufficiale

"L'Associazione Produttori Uve Frascati esprime la propria contrarietà alla risoluzione del Cda del Consorzio Tutela Denominazione Vini Frascati (seduta del 16 settembre), così come esposto nel comunicato stampa consortile del 17 settembre, in merito al "valore" attuale delle uve Frascati Doc.

Il "valore" delle uve Frascati Doc deve scaturire dalla analisi dei costi per ettaro sostenuti dai produttori di uve per la conduzione dei propri vigneti e non da considerazioni di opportunità dei vinificatori ed imbottigliatori. Solo considerando i costi correnti, escludendo ammortamenti e qualsiasi pur minimo e legittimo guadagno, il valore delle uve, in linea con numerosi analisi contabili redatte dai produttori e dal consorzio stesso negli scorsi anni, dovrebbe situarsi a cifre superiori a 43 uro/quintale come peraltro è noto a tutti i componenti del Cda del Consorzio che producono uve. Sarebbe stato importante che il Consorzio avesse esplicitato almeno questi dati di fatto. Visto il più che positivo andamento del mercato del vino (anche di quello del vino sfuso), ci sembrava questo l'anno adatto per il recupero della redditività persa dai viticultori a seguito della lunga crisi degli scorsi anni, mancata redditività che ha portato alla scomparsa sul nostro territorio di estese superfici vitate; il Frascati quest'anno, per la prima volta, conterà in totale meno di mille ettari! Aver fissato il prezzo (minimo) dell'uva a 34,5 euro/quintale, ha significato ancora una volta privilegiare gli interessi dei vinificatori e degli imbottigliatori a danno dei viticoltori, senza un visione strategica da parte del Consorzio su come promuovere il territorio ed evitare l'ulteriore distruzione di vigneti oltre che del paesaggio.

L'Associazione ricorda l'importanza di finalizzare nel più breve tempo possibile l'accordo di filiera come parte di una strategia condivisa. Questa azione è stata rimandate da troppo tempo dal Consorzio nonostante si continui a riconoscerne la necessità. Pertanto l'Associazione dei Produttori Invita i propri iscritti a non cedere allo scoramento, a continuare a coltivare i propri vigneti che costituiscono una ricchezza dei singoli e della collettività del Frascati e, nel contempo, si riserva di prendere tutte le azioni che si renderanno necessarie per tutelare i singoli produttori nel posizionare sul mercato le proprie uve. Cerchiamo in tutti i modi di far sopravvivere il territorio viticolo del nostro Frascati!".

fonte: ilmamilio.it
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