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Birra italiana, i dati di AssoBirra su mercato italiano ed export 2012 e primi mesi 2013.

Beer Candles from Ghent. by Guy Renard Guy Renard Beer Candles from Ghent. by Guy Renard
Nel 2012 mercato stabile e occupazione in aumento. Nei primi 6 mesi del 2013 vendite in flessione in Italia (-3%), ma tra gennaio e aprile export torna a crescere (+2,7%)

In una situazione economica complessa – nei dati anticipati da AssoBirra al termine dell’Assemblea annuale che ha confermato alla Presidenza Alberto Frausin e che ha visto la nomina alla Vicepresidenza di Piero Perron e Tommaso Norsa - il 2012 si contraddistingue per un mercato stabile, con una produzione che torna a salire (+0,5%) insieme all’occupazione (+4,4% rispetto al 2011) a conferma di un settore vivo, fatto di imprese pronte ad investire e di nuove realtà imprenditoriali che stanno nascendo. Confermati gli investimenti in responsabilità sociale. Preoccupa il calo di vendite in Italia dei primi 6 mesi del 2013, mentre per le aziende associate l’export che torna a crescere resta un fiore all’occhiello.

A un 2012 nel segno della stabilità ha fatto seguito un inizio di 2013 a due velocità: da un lato le aziende associate registrano una flessione delle vendite in Italia tra gennaio e giugno pari a -3%. Dall’altro lato i dati dei primi 4 mesi del 2013 relativi alle aziende associate parlano di un export che torna a crescere (+2,7%), senza però compensare il calo del mercato interno.

In questo contesto i produttori di birra guardano con attenzione alla stagione estiva, che si conferma  tradizionalmente la più strategica. Quest’anno il freddo e il maltempo di fine primavera e dell’avvio estivo hanno frenato i consumi di giugno a -8,25%. E, come sottolinea Alberto Frausin, Presidente di AssoBirra, neanche il caldo afoso e un troppo alto tasso di umidità delle ultime settimane favoriranno il consumo della bevanda al luppolo: “Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, un’estate caldissima e afosa, segnata da picchi di temperature superiori ai 35 gradi, non è l’ideale per i consumi di birra. Se il caldo e l’umidità si fanno eccessivi, infatti, la bevanda regina diventa l’ acqua minerale. I consumi di birra sono favoriti da un clima secco, con temperature comprese tra i 22 e i 30 gradi e una situazione di costante tempo bello e fresco”.

Così AssoBirra nel presentare il suo Annual Report, al termine dell’assemblea che ha visto la riconferma di Alberto Frausin alla presidenza dell’Associazione e la nomina alla vicepresidenza di Piero Perron e Tommaso Norsa: “I dati parlano di un 2012 sostanzialmente stabile, con esportazioni in leggera flessione che hanno visto i flussi spostarsi in piccola parte dall’Europa all’America, spiega Frausin. In un periodo di mercato come quello attuale, dove i consumi alimentari sono scesi del -3% è un risultato importante, valorizzato ulteriormente da una occupazione in salita e da una rinnovata imprenditorialità anche giovanile. Ma sappiamo che questo equilibrio è molto sottile e la flessione delle vendite emersa nel primo semestre 2013, nonostante il ritorno alla crescita dell’export, lo testimonia. Inoltre, oggi tra IVA e accise siamo uno dei Paesi con la tassazione più alta in Europa e questo è un elemento che rischia di incidere sulla competitività del prodotto”.

Il settore della birra in Italia
  • 13.482.000 ettolitri prodotti in Italia nel 2012
  • 1.990.000 ettolitri esportati nel 2012
  • 17.636.000 ettolitri di birra commercializzati in Italia nel 2012 (-0,4%)
  • Oltre 144.000 posti di lavoro complessivi, fra diretti, indiretti e indotto allargato
  • Oltre 500 unità produttive, fra impianti industriali (14), malterie (2) e micro birrifici (oltre 500)
  • Oltre € 4.000.000.000 di entrate annue per lo Stato (tra Iva, accise, contributi, ecc.)
  • € 484.000.000 di sole accise incassate dallo Stato italiano (+4,3% sul 2011)
  • € 1.000.000.000 investiti ogni anno in Italia nell’acquisto di beni e servizi
  • 29,5 (-1%) litri di birra procapite bevuti in Italia nel 2012 (variazione su 2011)
  • 71,5 (-4,2%) litri di birra procapite bevuti in Europa nel 2012 (variazione su 2011)
  • 41% la  birra venduta in Italia nel mercato “fuori casa”
  • 59% la birra distribuita in Italia nella GDO e nell’alimentare tradizionale
foto: Beer Candles from Ghent. by Guy Renard

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