Log in

Consumi e Vino Biologico: Boom 2012

Una tendenza positiva che si allarga anche al settore vitivinicolo: cresce la domanda così come le superfici dedicate al vino "bio". Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del "Vinitaly", dove anche CCPB e Consorzio Il Biologico sono stati presenti con due stand e trenta aziende associate, anche per raccogliere i primi frutti dopo il primo anno di entrata in vigore dell'atteso Reg CE 203/2012 sul vino biologico europeo.




Se è vero che il consumo pro capite di vino nel Paese è in calo costante (negli anni Settanta un italiano beveva in media 100 litri di vino all'anno, oggi soltanto 37,9), ha spiegato la Cia, è altrettanto vero che i nuovi stili di vita salutisti, le nuove abitudini alimentari e di costume orientate alla sostenibilità, stanno contribuendo alla crescita degli acquisti di bottiglie "bio", soprattutto da quando la Commissione Ue ha dato il via libera al regolamento che stabilisce pratiche enologiche e sostanze in base a cui definire in etichetta il "vino biologico".

La conseguenza è che negli ultimi dodici mesi il 19% delle famiglie ha dichiarato di aver comprato vino a marchio "bio". Inoltre, tra i criteri che più orientano la scelta della bottiglia, c'è già una nicchia solida di consumatori italiani (il 4,5%) che indica la "caratteristica biologica" del vino, mentre al primo posto nelle preferenze per il 46% della popolazione resta la denominazione d'origine e la presenza di una certificazione di qualità.

La maggiore attenzione verso questo segmento è evidente anche guardando i dati sulla produzione. Nel 2012 in Italia gli ettari coltivati a vite biologica hanno toccato quota 52.273, di cui oltre 50 mila destinati appunto alla vinificazione. "Facendo una stima sulla base della produttività media, possiamo calcolare che ogni anno si producono tra i due e tre milioni di ettolitri di vino biologico", dice Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB. E tra le regioni più "vocate", secondo i dati Sinab, al primo posto c'è la Sicilia, con un +65,5% rispetto ai 10.337 ettari del 2009. Seguono la Puglia, con 8.365 ettari (+11,9%) e la Toscana, con 5.999 ettari (+12,4%).

Per i produttori "made in Italy" si tratta anche di una chance nuova di export, visto che il mercato del vino biologico è costantemente in crescita in Germania, Regno Unito, Usa, Cina e Giappone. Senza contare la Francia, che oggi è in testa alla classifica europea per la domanda con un fatturato di 322 milioni di euro, pari al 10% dell'intero segmento "bio" nazionale, conclude la Cia, e la Danimarca, che è il secondo Paese al mondo per la spesa biologica pro capite.


http://www.greenbiz.it/biologico/6825-vino-biologico-2012

Ultima modifica ilMartedì, 16 Aprile 2013 08:06

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.