Log in

La “frisedda” salentina come pane per sfamare

Domani, 16 ottobre, è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e la FAO insieme a tutte le organizzazioni nazionali ed internazionali che si occupano del grave problema della fame nel mondo, da un lato, forniranno i dati che ancora una volta fotografano drammaticamente lo status quo e, dall’altro, faranno tutto ciò che è in loro potere per stimolare la sensibilità e le coscienze di governi e della gente comune affinché non si spengano mai i riflettori su una delle più grandi piaghe dell’umanità.

è in questo contesto che, dal basso, il gruppo di GPace – Giovani per la Pace insieme ai promotori della Dieta Med-Italiana (entrambi costituiti da studenti dell’Istituto “Galilei Costa”) hanno pensato di muoversi e fare qualcosa di concreto e di utile, e questa importante Giornata è l’occasione ideale per annunciarlo.

Tenendo conto che la “Frisedda” salentina è un pasto povero, rurale, molto utilizzato dai contadini durante i lavori in campagna per via di alcune sue particolarissime caratteristiche, i giovani hanno pensato che possa rappresentare una, seppur piccola, soluzione per i popoli che soffrono la fame. La “frisedda” costa pochissimo, sfama, è realizzata con poco (solo farina, lievito naturale, acqua e sale), si conserva a lungo, è facilmente trasportabile, è perfettamente in linea con la Dieta Mediterranea ed è …eco-sostenibile.

Il piano di azione dei giovani prevede attività su due fronti, entrambi molto importanti. Attiveranno ogni possibile mezzo per raccogliere fondi destinati alla produzione e la spedizione di grandi quantità di frisedde e faranno sì che un giorno i panettieri ed i fornai salentini, recandosi direttamente sul posto, possano insegnare ai popoli bisognosi come realizzarle.

La campagna di raccolta fondi partirà a breve e opererà principalmente attraverso quegli strumenti che sono più congeniali agli studenti del Galilei Costa, ossia tutti i potenti (ed economici) mezzi offerti dalle ICT (web, social media, e-mailing, etc.). Naturalmente sono aperti ad ogni forma di collaborazione, sotto forma di idee e azioni concrete, pur di raggiungere bene e velocemente l’obiettivo. Hanno già contattato le associazioni di categoria locali per garantirsi il pieno supporto nella produzione massiva delle frisedde. Parallelamente alla raccolta del denaro, si attiveranno anche per ottenere l’appoggio fattivo delle organizzazioni esperte che operano già da tempo nel procurare e far giungere a destinazione cibarie e derrate.

Per quanto concerne la produzione in loco, facendo tesoro del famoso detto “Dai un pesce ad un uomo affamato e lo sfami per un giorno; insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita”, i giovani si impegneranno affinché sarà possibile un giorno la partenza di un gruppo di fornai locali in diverse aree depresse, portando sul luogo il know how necessario per produrre in autonomia le proprie frisedde. Naturalmente sarà opportuno individuare quelle località dove è garantita una pur minima quantità di acqua.

Fonte: comunicato stampa.
Ultima modifica ilLunedì, 15 Ottobre 2012 08:41

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.