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Un piccolo "solfito" di sollievo

DI ANTONELLA BRIGLIA.
Dopo la proposta approvata dallo Standing Committee on Organic Farming (SCOF – il Comitato permanente per l'agricoltura biologica), il Regolamento Comunitario sulla dicitura vino biologico è ora realtà.
Il Comitato ha infatti approvato nuove norme dell’UE per il vino biologico, le quali sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 9 marzo 2012.

In base al nuovo regolamento, applicabile a partire dalla vendemmia 2012, i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine vino biologico sulle etichette dei propri prodotti. Inoltre la stessa dovrà riportare:
- il logo biologico dell’Unione Europea (Articolo 1 – Pratiche enologiche e restrizioni, di cui all’articolo 25, paragrafo 1, del Regolamento CE n. 834/2007);
- il numero di codice del competente organismo di  certificazione (così come fatto fino ad ora);
- Rispettare, infine, le altre norme in materia di etichettatura del vino.

La certificazione biologica, così come prevista dal Regolamento CE n. 834/2007, non copriva l’intero processo di vinificazione, pertanto in etichetta si potevano utilizzare solo le diciture vino ottenuto da uve da agricoltura biologica o prodotto ottenuto da uve biologiche e tale certificazione non riguardava le pratiche enologiche. Il settore vitivinicolo è stato l’ultimo al quale tale normativa è stata applicata integralmente.

Con il Regolamento di esecuzione (UE) n. 203/2012 della Commissione dell’8 marzo 2012 si stabiliscono le prassi enologiche da seguire, e per chi vorrà ancora utilizzare le vecchie diciture, dovrà badare a non recare in abbinamento anche il logo del biologico (dal 1° luglio 2012 logo biologico dell’UE).
(inserire logo biologico)

Sarà previsto un periodo transitorio che terminerà il 31 luglio 2012 e le scorte di vini prodotti fino al 31 luglio 2012 in conformità del Regolamento CEE n. 2092/91 o del Regolamento CE n. 834/2007 possono continuare a essere immesse sul mercato fino ad esaurimento delle stesse e nel rispetto delle norme di etichettatura.

Nel Piano d’azione europeo per l’agricoltura e l’alimentazione biologica del 2004, la Commissione si è impegnata a stabilire norme specifiche in materia di produzione biologica per l’intera produzione agricola (inclusa l’enologia). In questo contesto, nell’ambito del Sesto programma quadro, è stato finanziato il progetto di ricerca ORWINE. Sulla base delle conclusioni da questo raggiunte, nella riunione del Comitato permanente per la produzione biologica del giugno 2009 sono state presentante per la prima volta proposte legislative intese a definire il vino biologico. Queste proposte, cui non è stato dato seguito, sono state ritirate nel giugno 2010.

Le nuove norme in materia di vinificazione biologica introducono una definizione di vino biologico che è coerente con gli obiettivi e i principi dell’agricoltura biologica enunciati nel vecchio Regolamento CE.

Il Regolamento stabilisce le tecniche enologiche e le sostanze autorizzate per il vino biologico.

Una di queste norme fissa il tenore massimo di solfiti :
-100 mg per litro per i rossi;
-150 mg per litro per bianchi e rosati.
Finalmente un piccolo solfito di sollievo.

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