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Il clima e la vite

Il clima e la viteIl clima è uno degli elementi che condizionano maggiormente le annate viticole. I principali fattori del clima che influenzano lo sviluppo vegetativo e riproduttivo della vite sono: pioggia, siccità, temporali e grandine, freddo e caldo, umido e secco.

Tuttavia per facilitare la comprensione delle conseguenze che ognuno di questi fattori ha sulla pianta della vite essi verranno raggruppati in:

 

Calore

Il calore è uno degli elementi più importanti per la vite. Infatti la pianta entro certi valori, presi come limite, non può sopravvivere.

Lo studio dell'effetto del calore sulla vite deve riguardare sia gli estremi tollerabili che la somma di calore necessaria alla pianta per svolgere tutte le sue funzioni vegetative e riproduttive.

Per quanto riguarda gli estremi termici, quelli che più interessano la viticoltura sono quelli minimi, cioè quanto la vite può resistere al freddo.

Le viti europee non resistono a temperature che scendono al di sotto dei -15 °C fino a -18 °C. Per le viti americane tale valore può arrivare anche a -27 °C.

Tuttavia vi sono svariati elementi che possono portare ad una maggiore o minore resistenza al freddo, anche in funzione dello stato di avanzamento del sottociclo vegetativo e riproduttivo, che sono:

  • Elementi genetici: i vitigni resistono più o meno al freddo. Abbiamo visto che le varie tipologie di vitis hanno resistenze diverse al freddo. Questo è valido,anche se con minori differenze di temperatura, anche tra vitigno e vitigno della stessa specie (vitis vinifera europea). Vi sono infatti dei vitigni che hanno un ciclo vegetativo e produttivo più breve e quindi, per esempio, sono meno soggetti ai pericoli legati alle gelate primaverili.
  • Elementi interni: vigoria della pianta, stato di sanità e maturazione del legno. Questi elementi sono molto importanti e non sono da trascurare soprattutto nei primi anni di vita della pianta dove i tralci non hanno ancora uno strato di sughero sufficiente per proteggere la vite dal freddo. Inoltre è proprio in questo periodo che la pianta è più soggetta a malattie, che possono causare una scarsa vigoria e un indebolimento pericoloso per la sua sopravvivenza durante i periodi più freddi.
  • Elementi esterni: il momento in cui il freddo si verifica, la durata del freddo, l'alternarsi del gelo e disgelo, la presenza o meno di neve, l'umidità del terreno e dall'aria e il vento. Questi elementi sono quelli meno controllabili, dipendenti dall'andamento stagionale e sono i più temuti dai viticoltori. La vite durante il ciclo vegetativo e riproduttivo è molto vulnerabile soprattutto in primavera e in autunno. Sono appunto le gelate primaverili e soprattutto le brinate autunnali, che avvengono quando la vite è in vegetazione, che possono causare gravi danni alla pianta, compromettendo lo sviluppo delle gemme.
Al germogliamento valori di temperatura inferiori a -3°C sono decisamente dannosi. Appena prima della fioritura abbassamenti di temperatura fino a 2,5 °C possono compromettere il raccolto e causare danni alla pianta.

Per quanto riguarda la somma di calore(temperature medie) necessaria alla pianta per svolgere tutte le sue funzioni vegetative e riproduttive dobbiamo fare delle distinzione in base al ciclo biologico:

  • Germogliamento: da 8 a 12 °C.
  • Fioritura: da 17 a 22 °C.
  • Fino all'invaiatura: da 22 a 25 °C.
  • Dall'invaiatura alla maturazione: da 18 a 23 °C
  • Vendemmia: da 17 a 23 °C.

In generale comunque la temperatura diurna ottimale da maggio ad agosto sembra essere compresa tra i 25 e 28 °C.

La temperatura dell'aria durante il giorno ha un ruolo fondamentale per garantire un prodotto di qualità, ma un elevata escursione termica tra le temperature della notte e del giorno, che si verifica soprattutto in collina, è uno dei fattori determinanti per avere una buona concentrazione di sostanze aromatiche nella buccia, che garantiscono un prodotto finale con profumi più intensi ed eleganti, oltre che la presenza di acidi fissi nella polpa , indispensabili per una buona conservazione del vino.

Luce

La luce è un fattore molto importante per la vite come per tutte le piante eliofile. Per questo la vite ama i luoghi meglio esposti al sole e le zone che presentano una buona quantità di giorni sereni, soprattutto durante il periodo di vegetazione.

L' elemento principale che caratterizza la luce è la radiazione solare che rappresenta l'insieme delle radiazioni, in termini di calore e luce, che provengono dal sole e si propagano attraverso la superficie terrestre. Essa si divide in:

  • Radiazione solare diretta: energia che attraversa, nell'unità di tempo la superficie perpendicolare all'asse d'incisione dei raggi.
  • Radiazione diffusa: radiazione solare riflessa e diffusa dall'atmosfera e dai sistemi nuvolosi sulla superficie unitaria.

Altro elemento importante è la durata del giorno solare, essendo la vite una pianta a giorno lungo, cioè che ha bisogno di molte ore di luce per portare a termine tutte le funzioni vegetative e riproduttive. Da questo deriva l'attitudine della vite e prediligere le zone a latitudine piuttosto elevata.

Tutti i dati disponibili, grazie i diversi studi condotti sull' effetto della luce, evidenziano una variabilità di reazione alla lunghezza del giorno per le diverse specie di vitigno.

L'aspetto più importante riguarda l'effetto che la luce ha sull'uva, che vede l'incremento della quantità di zuccheri e una diminuzioni di acidi e tannini all'aumentare del numero di giorni con sole, nel periodo che va da aprile a settembre.

Umidità

Questo fattore riguarda tutti gli aspetti legati all'umidità dell'ambiente che sono determinati dalle idrometeore(pioggia, neve, nebbia, rugiada ecc..) oltre che dalla umidità dell'aria.

La vita, in termini di disponibilità idrica, è molto meno esigente rispetto a quanto lo sia nei confronti del calore e della luce.

Di seguito vengono prese in considerazione le diverse idrometeore con le relative influenze sulla pianta della vite:

Pioggia

La disponibilità idrica è uno dei fattori che viene determinato dalla pioggia. In questo caso possiamo fare una distinzione in termini di tipo di clima:

Zone umide: nelle zone dove la disponibilità idrica è molto elevata la vite risente della presenza di molti parassiti che si sviluppano in queste condizioni.A questo si deve aggiungere una scarsa qualità dell'uva nei terreni con un'elevata riserva d'acqua.

Zone secche: queste zone, soprattutto se accompagnate da un clima caldo, possono essere considerate "zone limite" per la sopravvivenza della vite a meno che non si intervenga con l'irrigazione. Tuttavia, in generale, la scarsa presenza di riserve idriche non viene considerato un ostacolo per la vite.

Per capire la quantità di riserve idriche necessarie alla vite per svilupparsi al meglio dobbiamo partire dai consumi in termini di evaporazione e traspirazione. Inoltre è da tenere in considerazione che la maggior parte dell' acqua proveniente dalle piogge non è disponibile per la pianta. Infatti circa il 50% viene perso per ruscellamento mentre il 25% per evaporazione del terreno. Il rimanete 25% è a disposizione della pianta. Altri fattori che influenzano la disponibilità idrica è il tipo di terreno e la disposizione delle stesso. Terreni drenati e collinosi sono i più favorevoli per lo sviluppo della vite, ma determinano una minore disponibilità idrica. Infine anche le fasi del periodo vegetativo determinano una variazione delle esigenze idriche della vite.

Per questi motivi non possiamo dare dei dati precisi sulle necessità idriche della vite, ma essi saranno riferiti a particolari zone di studio nelle diverse fasi vegetative:

Fase vegetativa/riproduttiva
Minimo quantitativo di acqua
Ottimale quantitativo di acqua
  • Sviluppo degli acini
8 mm
da 30 a 120 mm
  • Maturazione
50 mm
da 70 a 100 mm
  • Vendemmia
0 mm
da 0 a 5 mm

Neve

La neve non ha una grande influenza sulla vite visto che nelle zone viticole essa si presenta durante il periodo di riposo. Tuttavia possiamo dire che la neve svolge un effetto benefico per i seguenti motivi:

  • Impedisce un eccessivo raffreddamento del terreno.
  • Rilascia dei piccoli quantitativi di azoto utili durante il periodo di riposo della pianta.

Nebbia

La nebbia è dannosa soprattutto nei periodi della fioritura e della vendemmia.

Rugiada

La rugiada è sempre un fattore positivo perché determina un abbassamento della temperatura del terreno nei periodi più caldi e nonostante i bassi quantitativi d'acqua rappresenta una possibile riserva idrica per la pianta.

Grandine

La grandine è sempre dannosa anche se con una variabilità a seconda del periodo vegetativo in cui si trova la pianta. Gli effetti più gravi sono:

  • L'abbassamento di temperatura.
  • Una forte estirpazione dell'apparato fogliare che può determinare lo sviluppo precoce delle gemme ibernanti con gravi influenze per la produzione dell'anno successivo.

Brinate

Quelle primaverili sono le più dannose soprattutto dopo il germogliamento e possono causare la compromissione totale del raccolto tanto più ci troviamo in una fase vegetativa avanzata.

Quelle autunnali, se si manifestano prima della vendemmia, sono quasi sempre utili perché determinano l'incremento degli zuccheri e una diminuzione degli acidi presenti sull'uva.

Venti

I venti hanno degli effetti che variano in funzione della loro intensità e della loro provenienza:

  • Venti freschi e non violenti nei periodi più caldi possono alleviare l' eccessivo calore.
  • Venti caldi nei periodi più caldi possono aggravare l'eventuale stress calorico della pianta.
  • In generale le brezze sono favorevoli perché riducono le possibilità d'insorgere di alcuni parassiti, determinando l'adeguato livello di umidità nell'aria che inoltre scongiura pericolosi ammuffimenti durante il periodo della fioritura.
  • I venti carichi di sale, nelle zone di mare, causano danni alla foglie e agli acini.