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Fiori

I fiori della vite non sono singoli, ma riuniti a formare un'infiorescenza, chiamata grappolo composto o racemo composto o pannocchia, inserita sul tralcio in posizione opposta alla foglia. L'infiorescenza è costituita da un asse principale (rachide) che può variamente ramificarsi dando origine ai racimoli, divisi in vari ordini, l'ultimo dei quali è detto pedicello che porta il fiore.

 

Le viti selvatiche sono delle piante poligomo-dioiche cioè con fiori femminili e maschili su piante distinte. Tuttavia attraverso una attenta selezione, per andare incontro alle esigenze economiche (uva da tavola o da vino), sono andate diffondendosi le varietà con fiori ermafroditi, mentre sono state scartate quelle a fiori maschili, del tutto infruttifere, e quelle femminili aventi polline sterile o poco fecondo.

A seconda della vitalità degli organi maschili e femminili, sulla vite si possono trovare fiori ermafroditi, staminiferi e pistilliferi. Oltre a questi tipi fondamentali ne possiamo avere altri, di tipo intermedio.

I grappoli possono avere forma diversa a seconda della varietà.

Il numero dei fiori per grappolo è molto variabile (fino a 100). I ermafroditi presentano un calice con cinque sepali e corolla di 5 petali; di eugual numero sono anche gli stami; l'ovario è bicarpellare e contiene quattro ovuli.

Il fiore inizialmente è ricoperto dalla corolla e le antere sono rivolte verso l'interno. Quando la corolla cade le antere si rivolgono verso l'esterno consentendo al polline di cadere sugli altri fiori del grappolo.

Il polline è una polvere gialla, molto leggera e secca, costituita da granuli del diametro di 25 ?m che presentano due membrane: esina e endina.