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Gli scopi dell'irrigazione

E' noto che la Vitis Vinifera, la quale sviluppa il suo ciclo vegetativo attraverso l'intero periodo primaverile-estivo, è dotata di una relativa tolleranza alla siccità.
Ma è altrettanto noto che, sopratutto nelle aree collinari del centro-sud, dove di norma scarseggia una sufficiente piovosità estiva, la vite manifesta frequentemente i segni dello "stress idrico" con conseguenze negative sulla resa ma anche sullo standard qualitativo della produzione.

Tecniche irrigue

Prima si pensava ad impianti irrigui cosiddetti "qualitativi" ma ora si pensa sia venuto il momento di rivedere i disciplinari di produzione e inserire l’utilizzo normale dell’irrigazione, in particolare laddove sia possibile farlo.

Il metodo irriguo consigliato è la microirrigazione a goccia, con linee eroganti autocompensanti idonee a superare i dislivelli collinari o che permettono lunghe linee irrigue, o con ali gocciolanti tradizionali, se il terreno o la lunghezza delle linee lo permettono.
Con tale metodo si realizza una distribuzione localizzata sul filare con bassa pressione d'esercizio e con il massimo di efficienza idrica e risparmio di acqua.
Non si bagna la vegetazione evitando malattie crittogamiche, si possono distribuire in fertirrigazione dei concimi idrosolubili con evidenti vantaggi tecnici ed economici.

Introduzione all' irrigazione del vigneto

Introduzione all' irrigazione del vignetoL’ irrigazione della vite non è solo garanzia per una buona vendemmia, ma anche per migliorare il profilo qualitativo del vino.

Il cambiamento climatico e l’attuale crisi vitivinicola impongono un adattamento evolutivo delle tecniche culturali nei vigneti mediterranei. Forse occorre rivedere molti disciplinari di produzione.