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Operazioni di preimpianto

Le operazioni di preimpianto rappresentano tutte le attività necessarie alla corretta progettazione del vigneto:

- Normative
- Progetto logistico
- Analisi fisico chimica
- Sistemazione del suolo
- Trattamenti nematodici
- Concimazione del fondo

Normative

La prima cosa da fare è capire quali sono le normative vigenti in materia di:

  • Nuovo impianto.
  • Reimpianto.

Progetto logistico

Fase molto importante per agevolare gli interventi dell'uomo nel vigneto dove vengono definiti gli spazi e le vie di accesso al vigneto. In questa fase è opportuno dividere il terreno in appezzamenti di dimensione adeguata alla meccanizzazione e prevedere delle strade interne per l'accesso ad ogni parte del vigneto.

Esame sanitario

Ha il principale scopo di verificare lo stato di sanità del terreno e l'eventuale presenza di virosi con particolare attenzione a quelle trasmesse dai nematodi.

Questo esame e molto importante sopratutto in caso di reimpianto. Viene fatto prelevando 1/2-1 kg di terra ad una profondità che va dai 20 ai 30 cm,quindi al di sotto del manto erboso. La terra prelevata deve contenere anche dei frammenti di radice e deve essere posta subito in un contenitore ben chiuso e consegnata prontamente in laboratorio.Se dall'esame vengono rilevate presenze virali nematodiche è bene effettuare un trattamento prima dell'impianto del nuovo vigneto.

Analisi fisico chimica

Ha lo scopo di verificare la composizione fisica e chimica del terreno utile per la scelta del portinnesto e per i futuri interventi di concimazione. In questa fase si verifica il livello e il reciproco equilibrio tra gli elementi minerali più importanti per la vite: il magnesio,potassio e fosforo.

I campioni da inviare in laboratorio devono essere rappresentativi per l'intero appezzamento e quindi devono essere prelevati su posizioni diverse (un campione per ogni ettaro di terreno), interessando una profondità compresa tra 5 e 40 cm circa e saranno successivamente mescolati per ottenere un unico campione che rappresenta l'intero appezzamento.

Analisi profondità del suolo

Se vi è l'intenzione d'intervenire con movimentazione di terra per favorire la meccanizzazione è opportuno verificare la presenza di roccia o eventuali impedimenti nel sottosuolo.

Estirpazione accurata in caso di reimpianto immediato

L'estirpazione accurata del vigneto, in caso di reimpianto senza nessun periodo di riposo,ha lo scopo di liberare il terreno da residui radicali.Questa operazione è importante in quanto le radici possono essere sede d’ospiti fungini di virus che si trasmettono tramite nematodi, possono generare fenomeni di marcimento ed altro, tutti con azione negativa per lo sviluppo dei futuri apparati radicali delle giovani barbatelle.

L' intervento viene effettuato con dei macchinari quali estirpatore o utilizzando al momento dello spianto opportuni attrezzi che lavorando sul filare riescono a sterrare buona parte dell’apparato radicale.

Sistemazione del suolo


Questa operazione ha il duplice scopo di ottenere delle superfici uniformi e consentire il corretto deflusso delle acque che rispettivamente hanno il vantaggio di ottenere terreni con maggiori attitudine alle lavorazioni meccaniche e evitare il ristagno d'acqua che sarebbe dannoso per la vite.

In questa fase sarebbe opportuno procedere con l'asportazione del primo strato di terreno (superficie erbosa) che è ricco di elementi microbici essenziali per un buon sviluppo iniziale del vigneto e successivamente, dopo i lavori di livellamento, riportare in loco la parte asportata. Tuttavia nei casi più difficili, in presenza di superfici con una elevata pendenza, che richiederebbero un notevole sforzo economico, si può optare, dopo la sistemazione del terreno, alla semina di una coltura erbacea.

L'ottenimento di superfici uniformi può, a seconda dei casi, essere un intervento molto oneroso e deve seguire alcune regole o modalità in base al tipo di superficie e alla pendenza del terreno:

  • Terrazzamento: le terrazze rappresentano una soluzione adeguata a terreni molto declivi. La terrazza può essere di dimensioni variabili e può a sua volta contenere terreni declivi o pianeggianti. Le mura possono essere costruite con sassi a secco o con elementi modulari componibili.
  • Ciglionamento: è analogo al terrazzamento ma senza la presenza di muri e i terrazzamenti sono raccordati uno con l'altro. Tra un ciglione e l'altro la zona più pendente e con maggiore salto viene inerbita.
  • Disposizione dei filari a ritocchino: in terreni meno pendenti una buona soluzione è rappresentata dalla disposizione dei filari a ritocchino lungo le linee di massima pendenza. Questa soluzione presenta molti vantaggi per quanto riguarda la meccanizzazione ma molti svantaggi relativi ad eventuali operazioni manuali e alla regimazione delle acque superficiali (scarsa penetrazione).
  • Disposizione dei filari a traverso: i filari vengono disposti trasversalmente alla superficie pendente. Per consentire la meccanizzazione la pendenza non deve essere elevata.Vi sono diversi tipi di sistemazione, oltre al terrazzamento e al ciglionamento:
    • Girapoggio: ottenuto seguendo l'andamento delle curve di livello.
    • Cavalcapoggio: ottenuti con filati paralleli.
    • Sina: ottenuto con superfici a falde regolarri.

Altra fase importante riguarda il drenaggio che ha il principale scopo di consentire il corretto deflusso della acque. Il drenaggio, a seconda della sistemazione del terreno e della sua pendenza, prevede la sistemazione di tubazioni ad una adeguata profondità per il deflusso delle acque. A seconda della conformità del terreno , dove vi è la concentrazione di acqua, può essere opportuno progettare delle vere e proprie fognature. Solitamente nei progetti di vigneti si utilizzano dei tubi perforati e ricoperti di materiale drenante (ghiaia o ciottoli) .

In terreni con elevata compattezza si deve ricorrere ad opere di scasso con appositi mezzi(ruspe) che hanno lo scopo di facilitare l'attecchimento delle nuove piante. Lo scasso può essere parziale, cioè riguardare solo la parte dove vengono piantate le barbatelle, o totale,cioè riguardare l'intero appezzamento. La scelta se ricorrere allo scasso totale o parziale deve conciliare le esigenze agro-fisiologiche con quelle economiche.

Dove il terreno è molto difficile, con presenza di rocce o strati impermeabili in superficie, si deve optare per vere e proprie opere di dirompimento e spietramento con l'impiego di scarificatori o, nei casi più estremi, esplosivo.

Trattamenti nematodici

Questa operazione è utile quando si sta reimpiantando un vigneto e si vuole evitare che eventuali virus presenti possano infettare,con i frammenti di radice rimaste nel terrreno, le nuove barbatelle.

L'intervento con antinematodici deve avvenire iniettando le sostanze nel terreno (fumigazione) e quindi per facilitarne la diffusione è opportuno agire dopo lo scasso. Questa attività si deve effettuare in primavera o in autunno, quando la temperatura del terreno si aggira tra i 15 e 20°C ad una profondità di 20cm. Ogni iniezione deve avvenire ogni 30cm.

I prodotti più usati sono:

  • Dicloropropilene nelle forme cis e trans.
  • Dicloruro propilene
  • Dicloruro propano
  • Dibromoetano

Le quantità di prodotto da iniettare variano da 400 a 1200 l/ha a seconda della compattezza del terreno (dosi crescenti al crescere della compattezza).

Dopo l'iniezione delle sostanze sarebbe buona norma effettuare una compattazione del terreno, per evitare che il gas fuoriesca velocemente e permetterne una migliore distribuzione dello stesso, intervenendo tramite rollatura o semplicemente bagnando leggermente la superficie del terreno.

Per il reimpianto è bene far trascorrere almeno 3 mesi per evitare che la tossicità delle sostanze iniettate non influisca sullo sviluppo delle barbatelle.

Da non sottovalutare sono gli eventuali danni ambientali causati da queste sostanze che possono inquinare le falde acquifere presenti a valle del terreno trattato.

Concimazione del fondo

La concimazione del fondo è da effettuare durante le ultime lavorazioni del terreno.Quella organica a base di letame garantisce un incremento dell'attività microbica, mentre nei terreni argillosi è consigliabile utilizzare dei concimi che apportano potassio e fosforo.