Log in

Quando piantare il vigneto

L'epoca migliore per 'impianto di un nuovo vigneto è l'autunno.

Naturalmente è necessario fare delle precise considerazioni legate all'ambiente pedoclimatico:

Nei climi caldi l'epoca dell'impianto può essere posticipata all'inverno tenendo conto che è buona norma operare con terreno asciutto e non gelato.
Nei climi freddi l'impianto può essere fatto in autunno purché le barbatelle vengano opportunamente riparate con terra,strame o foglie secche. In questo caso comunque, vista l'onerosa attività del viticoltore, necessaria alla protezione delle giovani piante, conviene attendere la fine dell'inverno o addirittura la primavera a seconda dell' umidità e/o dell' esposizione del terreno.Si potrà anticipare l'impianto nelle zone collinose meglio esposte al calore del sole, mentre si dovrà attendere la primavera inoltrata nelle zone umide di pianura.

Operazioni di preimpianto

Le operazioni di preimpianto rappresentano tutte le attività necessarie alla corretta progettazione del vigneto:

- Normative
- Progetto logistico
- Analisi fisico chimica
- Sistemazione del suolo
- Trattamenti nematodici
- Concimazione del fondo

Gli interventi in verde

La potatura verde riguarda l' insieme d' interventi che si effettuano durante il periodo vegetativo della pianta. Per questo viene molto spesso chiamata anche potatura estiva.

Come per la potatura secca o invernale, nel corso dello sviluppo della viticoltura sono stati fatti diversi studi per verificare e validare gli effetti di questo tipo d' operazioni. Oggi questi interventi continuano a destare un notevole interesse.

Progettare un vigneto

La viticoltura moderna impone al viticoltore di redarre un vero e proprio progetto del vigneto prima dell'esecuzione operativa dell'impianto. Tale progetto è la base che consente di ottenere un valore economico dall'attività viticola, strettamente legato ad una serie di considerazioni preliminari che non devono essere trascurate.

Le decisioni prese in fase progettuale, come in qualsiasi ambito, gettano le basi per la definizione dei costi e dei benefici che una serie di interventi possono portare. E' da queste premesse che la persona che si trova davanti all'impianto di un nuovo vigneto deve partire.

Inoltre lo scopo di progettare un vigneto è ottenere il massimo potenziale quanti-qualitativo della vendemmia, limitando il più possibile l’impatto negativo delle strategie prescelte nei confronti dell’ambiente.

Gli scopi dell'irrigazione

E' noto che la Vitis Vinifera, la quale sviluppa il suo ciclo vegetativo attraverso l'intero periodo primaverile-estivo, è dotata di una relativa tolleranza alla siccità.
Ma è altrettanto noto che, sopratutto nelle aree collinari del centro-sud, dove di norma scarseggia una sufficiente piovosità estiva, la vite manifesta frequentemente i segni dello "stress idrico" con conseguenze negative sulla resa ma anche sullo standard qualitativo della produzione.

Introduzione alla potatura della vite

Introduzione alla potatura della viteLa potatura consiste in un insieme di interventi atti a modificare il modo naturale di vegetare e di fruttificare di una pianta. Essa è sempre stata, fin dalle origini della viticoltura, un'operazione fondamentale soprattutto vista la natura caotica e rampicante della vite.

Introduzione all' irrigazione del vigneto

Introduzione all' irrigazione del vignetoL’ irrigazione della vite non è solo garanzia per una buona vendemmia, ma anche per migliorare il profilo qualitativo del vino.

Il cambiamento climatico e l’attuale crisi vitivinicola impongono un adattamento evolutivo delle tecniche culturali nei vigneti mediterranei. Forse occorre rivedere molti disciplinari di produzione.

 

Principi di potatura della vite

Principi di potatura della vite

La potatura nella viticoltura moderna è un'operazione fondamentale che, come accennato, ha il principale scopo di controllare la qualità e la quantità di uva prodotta nel vigneto.

Tecniche irrigue

Prima si pensava ad impianti irrigui cosiddetti "qualitativi" ma ora si pensa sia venuto il momento di rivedere i disciplinari di produzione e inserire l’utilizzo normale dell’irrigazione, in particolare laddove sia possibile farlo.

Il metodo irriguo consigliato è la microirrigazione a goccia, con linee eroganti autocompensanti idonee a superare i dislivelli collinari o che permettono lunghe linee irrigue, o con ali gocciolanti tradizionali, se il terreno o la lunghezza delle linee lo permettono.
Con tale metodo si realizza una distribuzione localizzata sul filare con bassa pressione d'esercizio e con il massimo di efficienza idrica e risparmio di acqua.
Non si bagna la vegetazione evitando malattie crittogamiche, si possono distribuire in fertirrigazione dei concimi idrosolubili con evidenti vantaggi tecnici ed economici.