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Metodo classico: la sboccatura

La sboccaturaSi tratta della fase che prevede l’eliminazione del tappo a corona insieme ai residui di fermentazione contenuti nella bidule (tappo di plastica disposto sotto il tappo corona). Anche in questo caso vale la pena di ricordare le metodologie più tradizionali.
Questa pratica, un tempo, veniva condotta da operatori abilissimi che effettuavano manualmente la stappatura delle bottiglie (à la volée). In questa delicata operazione si doveva garantire che  il tappo con la bidule venisse espulso insieme ai residui fissi della fermentazione e allo stesso tempo ridurre al minimo la fuoriuscita del pregiato liquido.

Oggi si ricorre alla sboccatura a la glace che prevede il congelamento del collo della bottiglia (viene utilizzata una soluzione satura di Sali).

BiduleVi sono dei nastri trasportatori che conducono le bottiglie, sempre in posizione verticale, verso la zona di congelamento; le bottiglie con il collo congelato vengono ruotate di 180° (raddrizzamento) e vengono stappate automaticamente; la parte congelata, grazie alla pressione interna della bottiglia, verrà espulsa insieme ai residui solidi di fermentazione.

L’epoca della sboccatura deve essere riportata in bottiglia e consente al consumatore di controllare che il vino non rimanga troppo tempo sigli scaffali delle enoteche o dei supermercati. Normalmente gli spumanti metodo classico devono essere consumati dopo 6-12 mesi dalla sboccatura.