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Pelaverga o Cari

Da tempo immemorabile è presente nel Chierese e dopo un periodo in cui venne quasi dimenticato, tanto da non farlo inserire tra le varietà autorizzate o raccomandate per la coltivazione in provincia di Torino. Si tratta di un vitigno celebre il cui vino (il Pelaverga della Val Bronda) nel Rinascimento giungeva alla mensa papale,ed era molto apprezzato.

Sinonimi

Pelaverga o Pelaverga di Pagno,da non confondere con il Pelaverga piccolo, base del DOC Verduno, con
cui ha in comune il solo colore dell’uva.

Zone di coltivazione

Zone di coltura tradizionali del Pelaverga sono la Val Bronda nel Saluzzese e i dintorni di Chieri e Baldissero, sulla collina di Torino, dove è chiamato Cari o Uva delle zucche (Uva coussa).

I principali vini di qualità prodotti con questo vitigno

DOC Collina Torinese Palaverga o Cari
DOC Colline Saluzzesi Pelaverga o Cari

Esigenze colturali

Il Cari è un vitigno di moderato vigore, allevato in contro spalliera.

Resistenza alle malattie

Nelle annate con decorso climatico meno favorevole la compattezza del grappolo può favorire l'insorgere della muffa grigia.

Attitudine enologica

Oggi viene riscoperto per le sue potenzialità enologiche e in particolare come vino da dessert o fuori pasto.

Sul vino

Il vino ha colore poco intenso, ma gradevole, con moderato residuo zuccherino nella versione più tradizionale, oppure secco e asciutto, piacevolmente fruttato.

Ultima modifica ilLunedì, 25 Aprile 2011 18:21
  • Germoglio: apice bianco con sfumature gialle e orli appena rosati; foglioline apicali piegate a coppa, di colore bianco giallastro con orli rosa scuro; foglioline basali spiegate, bianco verdastre con sfumature ramate, inferiormente molto cotonose. Il tralcio erbaceo è interamente rosso nella parte dorsale e nel tratto apicale, verde striato di rosso nella parte ventrale; il tratto apicale è aracnoideo.
  • Foglia: di media grandezza, pentagonale, con lobi laterali divergenti, a 5 lobi con seni ampi e profondi; il lembo è spesso e bolloso, verde scuro con nervature principali di colore rosso violaceo per un buon tratto; profilo piano con margini revoluti; denti mediamente pronunciati, a margini convessi o appena concavo-convessi; seno peziolare chiuso o a bordi appena sovrapposti, a U o a lira; seni laterali superiori a U o a lira (talora con un dentino); pagina inferiore aracnoidea o poco lanuginosa.
  • Grappolo: medio-grande o grande, piramidale o piramidale troncato, mediamente compatto; peduncolo medio-corto, sfumato di viola.
  • Acino: grande, ellissoidale corto; buccia di medio spessore, molto pruinosa, di colore dal grigio violetto al blu-nero, ma sempre con sfumatura grigiastra dovuta all'abbondante pruina
  • Germogliamento: -
  • Fioritura: -
  • Invaiatura: -
  • Maturazione: Tardiva
  • Portamento: -
  • Vigoria: Media
  • Fertilità potenziale: Media
  • Fertilità basale: Media
  • Zuccheri: -
  • pH: -
  • Acidita: -
  • Antociani: -
  • Polifenoli: -
  • Buccia/Vinaccioli: -
  • Coordinates: -
  • LatLng: 7.822578000435198,45.01156100077086,0
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