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Schiava

Il conte Odart pensa che questo vitigno sia originario della Sclavonia (oggi Slavonia) per via del suo nome “Sclavo”. Ma io tengo a precisare che in tutta l’Italia settentrionale si da il nome di Schiava a tutti i vitigni rustici, fertili, che danno uve ricche di mosto, da cui si ottengono vini correnti, poco colorati e leggeri.

Scheda tratta da Pierre Viala, Victor Vermorel, Ampélographie (1901-1910).

Sinonimi

Schiavo, Sclavo, Margellana, Patriarca, Matta, Montorfano, Prevedessa, Prevedone, Sciava, Schiavagentile, Kleinvernatsch, Roter Vernatsch, Gemeiner Vernatsch, Uva patriarcale, Sciaeta.

Zone di coltivazione

La tipica area colturale della Schiava e la Lombardia, ma la si trova anche in Veneto, in Istria e ancor più frequentemente in Tirolo e in Trentino: i dintorni di Merano e di Bolzano sono rinomati per i soggiorni terapeutici a base di cure di uva, di Schiava appunto. E' presente in Emilia fino a Bologna, più rara in Liguria e in Piemonte.
Senza tener conto della Schiava bianca della provincia di Massa Carrara, che è del tutto diversa dalla Schiava rossa che qui ci interessa, di quest’ultima ce ne sono due sottovarietà: la prima, con grappoli molto grandi, germogli e peduncolo verde, da un mosto meno dolce ed è chiamata dai viticoltori Margellana, Matta, Patriarca; la seconda, detta Schiava gentile o Kleinvernatsch, ha germogli e peduncoli rosati, grappoli piccoli o medi e mosto molto zuccherino e gradevole.

Caratteristiche

Il vigore è medio, la produzione regolare, vuole una potatura lunga. E' un vitigno rustico, resistente alla siccità estiva, alle scottature e molto ai parassiti fungini. Inoltre ha notevole affinità per vari portinnesti e gli si confanno sia gli incroci con la Riparia che quelli a base di Rupestris. Preferisce le esposizioni più calde, ma si adatta anche alle più fresche, fatta eccezione per quelle a nord. Le pianure umide in primavera e aride d’estate sono luoghi di coltura ideali per la Schiava che ben potrebbe colonizzare le grandi pianure lombarde dove gli ibridi americani sono attualmente molto diffusi. Preferisce i terreni moderatamente calcarei, ma anche nei silicei da un ottimo prodotto dal sapore molto gradevole, anche se la produttività è più limitata.
La pianta di Schiava e vigorosa, rustica con tronco robusto. I tralci erbacei hanno colore verde giallastro e lignificano presto; gli internodi sono di media lunghezza.

Attitudni di produzione ed enologiche

E' utilizzata sia come uva da vino che da tavola. Il vino di Schiava è chiaro, un po’ frizzante, molto gradevole; non si conserva però oltre l’anno e se si vuole un vino migliore, più serbevole, occorre aggiungervi un sesto di Groppello o di Berzamino; unite invece alla Rossera o Rossolo, le uve di Schiava danno un vino ancor più ordinario che se vinificate in purezza.


Testo e immagine tratti da Ampelografia Universale Storica Illustrata: è vietata la copia anche parziale senza esplicita autorizzazione.
Ultima modifica ilGiovedì, 31 Ottobre 2013 18:29
  • Germoglio: -
  • Foglia: -
  • Grappolo: -
  • Acino: -
  • Germogliamento: -
  • Fioritura: -
  • Invaiatura: -
  • Maturazione: -
  • Portamento: -
  • Vigoria: -
  • Fertilità potenziale: -
  • Fertilità basale: -
  • Zuccheri: -
  • pH: -
  • Acidita: -
  • Antociani: -
  • Polifenoli: -
  • Buccia/Vinaccioli: -
  • Coordinates: -
  • LatLng: -