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DOC Mamertino

DOC Mamertino DOC Mamertino DOC Mamertino
La DOC Mamertino racchiude in se molti anni di storia, dai tempi dell’occupazione romana in Sicilia quando alcune popolazioni si rifugiarono nell’entroterra di Milazzo. Il nome della DOC Mamertino deriva proprio da queste popolazioni che nel 290 a.C. impiantarono alcuni vitigni nella zona collinare dell’Agro del Messinese (Agro Mamertino). Varietà da cui si ottenavano vini di qualità, molto amato da Giulio Cesare tanto che egli stesso offrì questo vino in occasione del banchetto per celebrare il suo terzo consolato.
Classificato tra i migliori vini dell’epoca da Strabone, grande geografo romano, e da Plinio che lo pose al quarto posto in classifica tra i 195 vini più apprezzati dall’impero.

Un vino importante dal punto di vista storico e svetta in tal senso tra tutti quelli d’Italia insieme alla DOC Faro.

Viene prodotto nelle tipologie bianco e rosso da vitigni quali Nero d’Avola o Calabrese, Sangiovese, Nocera, Nerello Mascalese, Gaglioppo o Montonico Nero, Catarratto Comune, Bianco Lucido, Insolia e Grillo.

La DOC Mamertino è stata approvata con decreto ministeriale il 3 settembre 2004.

Il disciplinare prevede le tipologie bianco, bianco riserva, rosso, rosso riserva, nero d’Avola e nero d’Avola riserva e un invecchiamento di 24 mesi di cui 6 in legno.

Rosso

Per quanto riguarda la tipologia rosso domina il Nero d’Avola come vitigno (60%)  insieme al Nocera (10%) e per la parte rimanente è consentito l’utilizzo di Sangiovese, Gaglioppo o Montonico Nero. Nella tipologia riserva la percentuale di Nero d’Avola cresce fino al 70% e quella del Nocera passa a 20%.
Il Mamertino di Milazzo Nero d’Avola, sia normale che riserva, hanno percentuali di Nero d’Avola pari a 85%.
Il metodo di produzione, dopo la pigiatura delle uve, prevede la fermentazione e la macerazione unitamente alla vinaccia. Successivamente si separa la vinaccia dal mosto e, dopo il periodi di affinamento e invecchiamento, il vino viene stabilizzato e imbottigliato.

Alcuni prodottoti preferiscono utilizzare percentuali più alte di Nero d’Avola (90%).

Bianco

La tipologia bianco viene ottenuta partendo dal vitigno Catarratto, con percentuali che vanno dal 50 al 60% , insieme a Grillo, Insolia o Ansonica.
Per i bianchi l’affinamento in bottiglia è obbligatorio per un periodo di tre mesi prima della messa in commercio.

I bianchi si distinguono per il loro colore giallo paglierino lucente con accenni verdi ed un naso fine. Sentori di frutta secca ben amalgamati a quelli di frutta secca. Di grande persistenza e rinfrescante. La versione riserva vira su colori più carichi, quasi ambrati e il naso è etereo e passito con accenni di riduzione.

I rossi presentano un colore rosso rubino che gira al tenue. Al naso prevale la prugna matura, mentre al palato è molto corposo.

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Maggio 2011 15:54
  • Zona di produzione: comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo dei comuni di: Santa Lucia del Mela, Meri, Alì, Barcellona Pozzo di Giotto, Basiricò, Castroreale, Falcone, Condrò, Furnari, Gualtieri Sicaminò e Montalbano Elicona.
  • Vitigni: Nero d'Avola, Nocera, Sangiovese, Nerello Mascalese, Gaglioppo o Montonico Nero, Catarratto Comune, Bianco Lucido, Insolia e Grillo.
  • Resa: -
  • Titolo alcolometrico minimo: -
  • Affinamento: Bianchi: 3 mesi; Rossi: 24 mesi di cui 6 in botte.
  • Epoca di consumo consigliata: -
  • Ulteriori tipologie: Rosso, Rosso Riserva, Bianco, Bianco Riserva, Mamertino di Milazzo Nero d'Avola.
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