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DOC Cacc’è mmitte di Lucera

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Questa DOC è stata riconosciuta con un DPR del 1975. In tempi antichi questo vino dal nome molto particolare veniva prodotto nei “palmenti”, masserie attrezzate con vasche. La particolarità sta nel fatto che questi contenitori erano di proprietà del latifondista il quale offriva un vero a proprio servizio di affitto a chi ne faceva richiesta per la pigiatura delle uve. Il produttore poteva utilizzare le attrezzature solamente nel periodo di fitto e al termine della pigiatura trasferiva il mosto dalla masseria del latifondista alla propria cantina.
Deriva proprio da questa particolare tradizione il termine “Cacc’è mmitte”, nel senso di cacciare fuori dal “palmento” il mosto ottenuto dalla pigiatura (“Cacce”) e subito mettere altra uva del successivo utilizzatore (Mmitte).

Negli ultimi decenni si è stravolto completamente il significato storico-etimologico di questo Doc, passando dal riferimento al metodo di produzione al particolare metodo di degustazione che consiste nel versare il vino nel bicchiere, nel degustarlo subito e nel versarlo nuovamente.

Il vino Cacc’è mmitte di Lucera deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dai seguenti vitigni nella percentuale appresso indicata:
Uva di Troia (localmente nota come Sumarello), dal 35 al 60%; Montepulciano, Sangiovese e Malvasia nera di Brindisi, da soli o congiuntamente, dal 25 al 35%; Trebbiano Toscano, Bombino bianco e Malvasia del Chianti, da soli o congiuntamente, dal 15 al 30%.

Il vino Cacc’è mmitte di Lucera si produce in una bellissima zona della Puglia che comprende appunto i comuni di Lucera, Toria e Biccari.

Alcuni produttori di Cacc'e Mmitte di Lucera prima dell'imbottigliamento applicano un passaggio di alcuni mesi in botti di rovere di Slavonia per dare al vino maggiore personalità e una equilibrata armonia.

Il Cacc’è mmitte è di un bel colore rosso rubino di varia intensità e con odore caratteristico assai gradevole, intenso e poco tannico. Matura bene intorno ai due anni. Ha una gradazione alcolica minima di 11,50 gradi e deve essere servito ad una temperatura di 18°C in un calice del tipo tulipano slanciato.

Si lega bene a primi piatti a base di ogni tipo di carne, ad insaccati e alle classiche pastasciutte pugliesi col ragù.

Ultima modifica ilVenerdì, 06 Gennaio 2012 10:47
  • Zona di produzione: comprende i comuni di Lucera, Toria e Biccari.
  • Vitigni: Uva di Troia (localmente nota come Sumarello), dal 35 al 60%; Montepulciano, Sangiovese e Malvasia nera di Brindisi, da soli o congiuntamente, dal 25 al 35%; Trebbiano Toscano, Bombino bianco e Malvasia del Chianti, da soli o congiuntamente, dal 15 al 30%.
  • Resa: -
  • Titolo alcolometrico minimo: 11,5%
  • Affinamento: -
  • Epoca di consumo consigliata: 1-2 anni.
  • Ulteriori tipologie: -
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